Oro di Puglia (parte2): Locorotondo, Alberobello, Conversano

Locorotondo

Colori e sapori antichi

Il tour Oro di Puglia con Nunzia (Miele di Lavanda) e Daniela (Cucina, libri e gatti) prosegue verso sud, spostandoci leggermente nell’entroterra e più precisamente verso la Valle d’Itria. La prima tappa è Locorotondo, sicuramente uno dei borghi più belli che io abbia mai visto. Sono rimasto esterrefatto davanti alla sua bellezza, al suo fascino fuori dal tempo!

Il centro storico è immerso nel bianco degli intonaci che rivestono gli edifici e delle “chianche” le bianche pietre calcaree che compongono la pavimentazione stradale. Qua e là qualche punto di colore dato dagli innumerevoli fiori presenti nei vicoli e lungo le vie principali!

Una cosa che spunta subito all’occhio è l’architettura delle sue case, dette “Cummerse”, caratterizzate da un tetto spiovente ricoperto di piccole pietre scure, le “chiancarelle”, come quelle dei Trulli.

Dove mangiare a Locorotondo? Vi consiglio il Docks101, un posto molto carino curato in ogni minimo dettaglio sia negli interni che nei piatti proposti. Molto buone la tartare di Tonno e di Manzo. Un piatto che mi ha lasciato particolarmente contento è stato il Radicchio: Capocollo impanato, melanzane grigliate, radicchio e scamorza affumicata! Anche i cocktail sono fatti davvero con molta cura!

 

Alberobello

Trulli, patrimonio Unesco

E finalmente si va alla scoperta di Alberobello! Da molti anni sognavo di visitare questo luogo, percorrerne le strade e toccare con mano queste strutture che sembrano uscite da un libro di fiabe.

I trulli, con i loro tetti conici appuntiti, nascondono ancora diverse leggende e misteri! Le loro origini sono ancora oggi oggetto di dibattito. La tesi più accreditata è legata al fatto che queste strutture, anticamente costruite nelle campagne, servivano come riparo a pastori e contadini durante il mal tempo mentre si lavorava la terra nei campi. Successivamente, è stato poi costruito il complesso di Alberobello adibito ad essere abitazione a tutti gli effetti.

Ma se i trulli celano misteri per la loro origine, ancora più misteriosi sono i simboli presenti sui loro tetti. Si pensa a simboli magici e propiziatori, alcuni di origine pagana, altri cristiani. Se ne contano circa 200 tutti differenti tra di loro.

Visitare Alberobello è come fare un viaggio indietro nel tempo (benchè la loro costruzione è data intorno al XVII secolo)!

 

Conversano

Attenzione l'accento è sulla à

Anche Conversano è stata una bella scoperta con il suo castello aragonese. La vera chicca di questo paese, oltre ai bellissimi vicoli che si snodano per tutto il centro storico, è il Monastero di San Benedetto, affascinante e con una storia importante. Purtroppo è raramente visitabile all’interno ad eccezione del chiostro medioevale con delle bellissime colonnine binate.

La focaccia più buona l’ho mangiata da La Bottega! Prodotti artigianali fatti con amore e tempi di lievitazione controllati. Ma anche la parte dei dolci non scherza anzi è proprio qui che ho assaggiato dei tipici (e buonissimi) dolci fatti esclusivamente con mandorle pugliesi!

 

Un ringraziamento particolare va fatto a Pasta Granoro, Ho Hotels Collection e Nunzia Bellomo per aver organizzato questo bellissimo tour!




Oro di Puglia (parte1): Bari, Molfetta, Trani

La gente di giù

il vero oro di Puglia

L’oro di Puglia ha il colore giallo del grano e un sapore antico. Odora di tradizioni, di storia e lo si può trovare per i vicoli delle città, in un piatto di orecchiete con cime di rapa ma soprattutto nel calore della gente che qui ha scelto di vivere.

Questo è un oro pregiato, di quelli che non si trovano facilmente in commercio. Bisogna scavare a fondo nella cultura, nella terra, sporcandosi anche le mani per trovare le vere radici .

E proprio da Bari è partito questo blog-tour insieme alle colleghe blogger Nunzia (Miele di Lavanda) e Daniela (Cucina, libri e gatti) alla scoperta della vera Puglia!

PUGLIA TOUR FANCYFACTORY ALESSANDRO ZACCARO

 

Bari

Una città rinata dalle proprie ceneri!

Negli ultimi 15-20 anni la città di Bari ha visto la sua rinascita come una fenice dalle proprie ceneri. Prima di allora la criminalità era a livelli altissimi e gli stessi baresi avevano un certo timore nel passeggiare per i vicoli del vecchio centro storico.

Inizierò il racconto dicendo che, come ogni città ricca di tradizioni, Bari vecchia vive in strada, sotto un cielo azzurro guardando il mare!
Nel centro storico di Bari, esiste una via dedicata esclusivamente alle orecchiette! La pasta fresca è infatti fatta rigorosamente a mano e per strada dalle donne del quartiere. Per vederle in azione vi basterà fare un giro per Bari vecchia presso l’Arco Basso, in prossimità del Castello Svevo. Le signore delle orecchiette sono diventate una vera e propria attrazione della città, è davvero un’emozione unica vederle una accanto all’altra davanti alla porta di casa con il proprio tavoliere… Un vero MUST SEE se pensate di visitare Bari.

Qui la gente è fortemente legata ai culti religiosi. Sia la Basilica che la Cattedrale sono monumentali! In pietra bianca internamente ed esternamente con uno stile pulito, preciso ed ordinato. Uno dei patroni della città è San Nicola e proprio nei giorni di questa festa (dura tre giorni e si svolge nel mese di Maggio) la città si riempie di fedeli e di colori. La statua del santo viene trasportata dal mare con un’imbarcazione per fare poi il giro della città.  Singolare è il fatto che all’interno della Basilica dedicata a S.Nicola, nella parte a livello strada viene celebrata la classica messa rito cristiano cattolico, nella cripta del seminterrato invece, vengono celebrate le messe cristiane ortodosse della comunità russa (molto presente a Bari) la quale rivendica la paternità del Santo protettore della città.

Fermatevi in uno dei forni del centro storico per assaggiate la tipica focaccia barese (Panificio Santa Rita o Panificio Fiore)!

Prendetevi anche una pausa in Piazza Mercantile, dove troverete diversi bar e locali dove rifocillarvi.

Per concludere il giro, una passeggiata lungo “La Muraglia” vista mare è senz’altro cosa buona e giusta!

PUGLIA TOUR FANCYFACTORY ALESSANDRO ZACCARO

 

Molfetta

Bianchissima e piena di vicoli

Molfetta si caratterizza come la maggior parte delle città pugliesi, per la pietra bianca di cui sono fatti gli edifici, i vicoli suggestivi e pieni di piante/fiori ma anche per la tranquillità che la circonda.

Un piccolo porticciolo pieno di barchette colorate fa da cornice ad una città che assomiglia più ad un paese uscito fuori da un libro di fiabe.

Anche il duomo di Molfetta, come quello di Trani, si affaccia sul mare ed è davvero molto suggestivo!

PUGLIA TOUR FANCYFACTORY ALESSANDRO ZACCARO

 

Trani al tramonto

L'aperitivo al porto è d'obbligo

Altra città bellissima nei dintorni di Bari è Trani! Caratteristica è la sua cattedrale costruita proprio vista mare!

Il centro storico, costruito con la tipica pietra bianca, è molto curato e pulito ma il pezzo da 90 è senza dubbio l’ora dell’aperitivo al Porto!

Una serie di locali e bar vista mare allieteranno il vostro happy hour e al tramonto assisterete ad uno spettacolo della natura vero e proprio dove il sole tramonta all’orizzonte proprio dietro la cattedrale!

Per una cena easy, il  panino con il polpo è d’obbligo!

PUGLIA TOUR FANCYFACTORY ALESSANDRO ZACCARO

 

Apulia Food Restaurant

Lido Azzurro

Durante il nostro tour ci siamo fermati a pranzo presso Apulia Food Restaurant, una bella scoperta! Il locale propone una cucina semplice ma ricercata, con ingredienti freschissimi provenienti dal mare e dalla terra.

Un ringraziamento particolare va fatto a Pasta Granoro, Ho Hotels Collection e Nunzia Bellomo per aver organizzato questo bellissimo tour!




Gubbio Food Experience

Cene evento

nel centro storico di Gubbio

Per avere una vaga idea di cosa sia la Gubbio Food Experience mettete insieme 4 talentuosi chef, delle location itineranti da urlo, una spruzzatina di luci soffuse, live music e una manciata di bella gente!
Questi gli ingredienti perfetti per realizzare una cena evento in pieno stile Eugubino!

Giovedì 26 luglio 2018, Corso Garibaldi è diventato la cornice perfetta per il 3° appuntamento della Gubbio Food Experience. I quattro chef, per questa occasione, hanno esteso la collaborazione al bartender Aljosja Battistelli del Billopoto Loung Bar (a mio avviso una preziosissima aggiunta)!

gubbio food experience

 

Gli Chef

e le loro cucine

Queste le 4 menti dietro ai piatti a base di pesce presentati durante la cena. Un menù che non ha deluso le aspettative dei commensali. Gli chef hanno puntato alto e si sono contraddistinti sicuramente per originalità e abbinamenti stravaganti. Il menù prevedeva:

  • Cornetto salato con mousse di crostacei
  • Cubi di ricciola marinati al Tosazu con asparagi, lattuga di mare e granita agli agrumi – Chef Daniele Cernicchi, Cucina 89
  • Triglia tiepida su streusel salato e gelatina di Blue Curaçao – Chef Giacomo Ramacci, Officina dei Sapori
  • Raviolo aperto di molluschi, fondo di crostacei e capesante al burro – Chef Alessio Manucci, Dulcis in fundo
  • Polpo di Dakhla su crema di arachidi, spugna all’alga spirulina, gocce di maionese all’acqua di polpo e semisfera di cocomero – Chef Roberta Picchi, Locanda del Duca
  • Sorbetto al riccio di mare

La preparazione che sicuramente ha incuriosito di più è stata il Sorbetto al Riccio di Mare, non capita tutti i giorni di assaggiare un sorbetto dove si senta il mare! 

Ad intrattenere i commensali nella cena d’eccezione è stata la leggiadria delle ballerine della Scuola di Danza Città di Gubbio, dirette da Silvia Menichetti.

gubbio food experience

 

Bartender

Cocktail originali dal sapore vintage

Lui è Aljosja Battistelli, titolare del Billopoto Loung Bar e talentuoso Bartender! Sicuramente l’anello che ha completato il cerchio di questo bellissimo viaggio gastronomico della Gubbio Food Experience!

Le portate preparate dai 4 chef sono state abbinate ognuna da un cocktail differente. Abbinamenti studiati e pensati da Aljosja per completare il piatto senza sovrastarlo con gli aromi e i sapori dei cocktail scelti:

  • Fresh
  • Gin Tonic su Ice Ball e lavanda
  • London Mure con scaglie di zenzero
  • Sloe Gin

gubbio food experience

 

Il prossimo appuntamento

Giovedì 4 Ottobre 2018

La prossima Gubbio Food Experience vi aspetta il giorno 4 Ottobre all’Officina dei Sapori, Gubbio.

gubbio food experience




Formentera, non solo mare!

Formentera

4 posti dove mangiare e bere bene!

Quando si va in vacanza si lasciano a casa lo stress del lavoro e le preoccupazioni. La meta ideale? Quella dove ci si abbronza, ci si rilassa e si mangia bene.

Uno dei posti da visitare almeno una volta nella vita è Formentera. Questa piccola isoletta spagnola, ribattezzata la Perla delle Baleari, offre tutto questo: mare, relax, divertimento e buon cibo. Nota per la sua cultura hippy e per essere diventata negli ultimi anni la meta preferita di calciatori e volti noti dello spettacolo, Formentera ha un’anima nascosta al turismo di massa: sentieri immersi nel verde, mercatini tradizionali e, soprattutto, una cucina locale da leccarsi i baffi. Non solo spiaggia e sole, insomma.

Formentera non è dotata di un aeroporto: per arrivare bisogna atterrare nella vicina Ibiza e da questa fare un piccolo tratto di mare a bordo un traghetto. Le due isole sono ben collegate, con partenze via mare ravvicinate tra loro, soprattutto in alta stagione.

L’isola non è molto grande ed è facile da esplorare. Molti turisti appena sbarcati prendono a noleggio una bicicletta o, ancor meglio, uno scooter: una soluzione flessibile ed economica. Si monta in sella, si allaccia il casco e via, alla scoperta delle calette più belle e, perché no, anche dei migliori chiringuitos e ristorantini tradizionali per aperitivi e cenette da sogno.

Ecco quattro posti dove trascorrere una bella serata a Formentera.

Can Carlitos

Ristorante

Credits: CanJubany

Dietro questa struttura c’è il talento e la bravura dello chef Nandu Jubany (ha anche un ristorante stellato a Barcellona). In questo ristorante potete trovare le migliori Tapas dell’isola e piatti gustosi come le uova strapazzate con patate, il prosciutto iberico e la paella con costine e scaloppine di maiale. La vista da questa struttura è eccezionale grazie alla prossimità con la spiaggia La Savina.

Kiosko 62

Cocktail & Reggaeton

Credits: ibiziaChrome

Se cercate un luogo super rilassato, con buona musica reggaeton in sottofondo allora siete nel posto giusto. Qui basta una birra ghiacciata, un cocktail a base di gin e lemon e un ottimo hamburger per toccare il cielo con il dito.

10.7

Beach bar

Credits:TripAdvisor

Una scatola bianca rettangolare arroccata in alto sulla scogliera e posizionata all’estremità orientale di Platja de Migjorn. Il beach bar per eccellenza, che imita il mood glitterato e stiloso di Ibiza . Al 10.7 si può assaggiare uno dei migliori piatti di pesce marinato di tutta l’isola, leggermente piccante e dal sapore agrumato. Molti turisti dopo una lunga giornata in spiaggia entrano in questo locale alla ricerca anche di un cocktail fresco. Pronti per l’happy hour?

Molo 47

Ristorante trendy

Credits: ChannelconGusto

Antonio D’Angelo è lo chef di questo ristorante trendy, che unisce i sapori della cucina italiana con quella giapponese. Una sorta di guru della cucina internazionale, che qualcuno di voi conoscerà già, visto che gestisce anche il Nobu a Milano. Due piatti che vi suggeriamo di provare al Molo 47 sono il manzo Wagyū avvolto nella carta e i ravioli conditi con la cipolla caramellata. Gli ospiti possono cenare di fronte al tavolo dello chef o scegliere un posto sul portico per guardare le imbarcazioni in partenza.

 


 

Se non avete ancora prenotato la vacanza estiva e vi state scervellando alla ricerca della destinazione perfetta, beh, l’avete appena trovata: è Formentera. Prenotate un volo per Ibiza (sono in partenza da tanti scali italiani), poi date un’occhiata agli orari dei traghetti Ibiza-Formentera; ora manca solo di fare la valigia. Il conto alla rovescia per le vacanze di agosto è appena iniziato e Formentera è dietro l’angolo!




Valencia, tra edifici storici e futuristici

Valencia

La terza città della Spagna

Dopo Madrid e Barcellona, Valencia è la terza città della Spagna. Conosciuta come la patria della “vera” Paella, Valencia è ricca di storia, di palazzi storici, di edifici moderni e futuristici.

Trasporti

Bus Turistico

Se è la prima volta che visitate Valencia, vi consiglio di prendere uno dei comodi bus turistici in Plaza Reina. In questo modo, lungo il percorso, potrete vedere la maggior parte delle attrazioni turistiche della città (senza dover cambiare millemila mezzi). Ci sono due linee (Ruta A – Ruta B) che percorrono l’intera città di Valencia. La Ruta A circola nel centro per poi salire a nord verso il Bioparco, mentre al Ruta B viaggia direzione sud-est arrivando fino al porto passando per la Città delle scienze e delle arti.

Must see

Le 10 migliori attrazioni di Valencia

  1. Plaza del Ayuntamiento: è la piazza più importante e centrale di Valencia. Si affacciano numerosi edifici storici tra cui il palazzo del Comune di Valencia.
  2. Cattedrale: maestosa e composta da n.3 ingressi, ognuno con un proprio stile (romanico, barocco e gotico) rappresenta le varie epoche architettoniche della città. All’interno della cattedrale è possibile ammirare quello che per molti sembra essere il santo Graal.
  3. Museo nazionale della ceramica: quello che colpisce è senza dubbio la bellezza del palazzo che lo ospitata, in pure stile barocco. Un maestoso ingresso finemente decorato in alabastro, da il benvenuto ai visitatori.
  4. Mercato della seta (La Lonja de la Seda): è qui che si riunivano mercanti e commercianti che scambiavano e compravano questo tessuto pregiato. La domenica e durante i giorni festivi, l’ingresso è gratuito.
  5. Plaza de toros: situata vicino alla stazione dei treni. Costruita negli anni ’50 del 1800. E’ aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 (durante il periodo di corride le visite sono sospese).
  6. Città delle scienze e delle arti: mastodontico complesso composto da 5 edifici che portano la firma di Santiago Calatrava. Ogni edificio ospita un museo/attrazione differente. L’oceanografic è senz’altro quello che richiede più tempo per essere visitato (un gigantesco aquarium).
  7. L’area portuale (Maina Real): d’estate affollata di gente che per trovare riparo dal caldo sorseggia cocktail nei numerosi locali affacciati sul mare. Una lunga passeggiata costeggia tutta la zona portuale.
  8. Mercato centrale: non si può non visitarlo! In questo mercato troverete tutte le prelibatezze gastronomiche di Valencia.
  9. I giardini del Turia: dopo le numerose esondazioni del fiume Turia, è stato deciso di cambiare e deviare il suo corso, portandolo fuori dalla città. Il suo letto è stato poi nel corso degli anni riqualificato creandovi all’interno una gigantesca area verde che si snoda per tutta la città di Valencia.
  10. Il bioparco: uno dei più belli d’Europa! Da visitare anche se non avete bambini al seguito!

 

Dove mangiare

tra paella e tapas

> La Riuà

Tipica osteria Valenciana, tipica sia nell’arredamento che nella selezione della carta.

> El Coso

Ottimo locale in zona Marina, anche qui se ordinate Paella andate sul sicuro!

> Colmado LaLola

Ottimo locale per spizzicare tapas mentre si sorseggia una buona cerveza artigianale.

> Mercato centrale

Potrete trovare un vasto assortimento di cibo sul genere street-food.



New York, guida e consigli per una prima visita alla città

New York - New York

guida pratica per turisti alle prime armi

E’ la seconda volta che visito New York City. La prima, nel lontano 2010 è durata più di 3 mesi e mi ha visto (più che come turista), come lavoratore/studente. Dalla prima visita ahimè non ho potuto cogliere tutto ciò che New York aveva da offrire e il ritorno è stato senza dubbio da turista al 100%! Per questo ho deciso di darvi qualche consiglio per affrontare la vostra “prima volta” a New York City!
Tralasciamo dunque tutta la parte storico/politico/sociale (quella potete trovarla tranquillamente in qualsiasi sito o guida turistica cartacea) concentriamoci su consigli di viaggio che sicuramente arricchiranno la vostra esperienza per vivere New York come turisti (ma fino a un certo punto).

Trasporti

Da e per l'aeroporto

Appena scesi dall’aereo, presi i bagagli e varcata la dogana (dopo gli innumerevoli controlli e file), verrete bombardati da persone che vi proporranno trasporti in auto direzione Manhattan. Queste persone non sono autorizzate e non hanno una vera licenza e sicuramente NON vi faranno risparmiare. Considerate che la corsa in taxi (yellow cab per capirci) dall’aeroporto a qualsiasi punto di Manhattan costa intorno ai $65 (tasse e pedaggi inclusi). Per cui non fatevi fregare subito!

Esistono poi diversi servizi di bus (che partono a distanza di 30minuti).

Mi sento di sconsigliarvi il transfer in metropolitana, soprattutto se viaggiate con tanti bagagli (considerate che si impiega più di un’ora e mezza e bisogna anche cambiare treno). Per i più temerari, potete prendere l’AirTrain fino alla prima fermata metropolitana (Jamaica o Howard Beach). Da lì potete prendere la linea A o B.

La Metropolitana di New York

Uptown - Downtown - Express - Local

Inutile dirvi che è una delle metropolitane più estese al mondo con le sue 26 linee e le 468 fermate. E’ attiva 24 ore su 24 (ovviamente con tratte ed orari ridotti dopo una certa ora).
Molto intuitiva e “schematica” percorre Manhattan da nord a sud fino ai quartieri più periferici del Queens, Brooklyn, Bronx. In base al punto dove dovete arrivare, potete muovervi con le linee metropolitane che vanno a nord (UPTOWN) o a sud (DOWNTOWN).

Come sempre c’è un “però”!!! Attenzione ai treni che prendete, alcuni sono “LOCAL” e fanno tutte le fermate, altri sono “EXPRESS” e si fermano solo alle principali. Queste ultime sono contrassegnate da una “x” oppure da un cerchio bianco, mentre le “local” sono rappresentate con un cerchio nero.

L’abbonamento settimanale della metropolitana (con ingressi illimitati) costa circa 35$ e vi consente di spostarvi tranquillamente per tutta manhattan (fino ai quartieri più periferici).

Must see

Le 30 migliore attrazioni di New York

  1. Rockfeller Center: il grande complesso di negozi la cui piazza all’aperto diventa pista da pattinaggio d’inverno e terrazza per godersi un cocktail d’estate.
  2. Top of the Rock: il punto panoramico più bello della città.
  3. Times Square: lasciatevi avvolgere dalla luce dei suoi schermi e insegne luminose.
  4. Radio City Music Hall: uno dei più bei teatri di New York, durante il periodo natalizio ospita il tradizionale spettacolo Radio City Christmas Spectacular.
  5. 5th Ave: la via dello shopping per antonomasia!
  6. Musical di Broadway: accaparratevi gli ultimi biglietti scontati fino al 50% direttamente sotto la scalinata di Times Square!
  7. The New York Public Library: riconoscibile dai due leoni di pietra all’ingresso, la biblioteca pubblica ha ancora il suo fascino originale di fine ‘800. E’ la terza biblioteca più grande del nord America.
  8. Bryant Park: adiacente alla biblioteca pubblica, d’inverno ospita una grande pista di pattinaggio su ghiaccio e una marea di mercatini natalizi.
  9. Chrysler Building: dalla silhouette inconfondibile!
  10. Grand Central Station: costruita nei primi anni del ‘900. L’androne centrale è molto suggestivo.
  11. Empire State Building: un punto di riferimento da sempre. Di notte viene illuminato con colori differenti. Con l’ascensore è possibile salire fino all’osservatorio posizionato all’ultimo piano dell’edificio.
  12. One World Trade Center: conosciuta anche come freedom tower è attualmente l’edificio più alto di new york. L’osservatorio a 360° sulla città offre una visuale e un panorama unici!
  13. Oculus: la stazione metropolitana futuristica progettata dall’architetto Calatrava. Al suo interno il gigantesco centro commerciale Westfield.
  14. 9/11 Memorial: passeggiando lungo il perimetro delle due fontane dove una volta spiccavano le torri gemelle, fa un certo effetto..
  15. Wall street – The New York Stock Exchange: il centro del “Financial District” di Manhattan.
  16. Stone street: una delle vie più antiche della città. Gli edifici a mattoncini rossi hanno sempre il loro fascino.
  17. Toro di Wall Street: la famosa scultura a pochi passi da Wall street. Non tutti però l’hanno vista nella sua interezza, proprio di fronte al toro, la sagoma di una bambina.
  18. Battery Park: è da qui che partono tutti i traghetti che portano alla statua della libertà ed Ellis Island.
  19. Statue of Liberty & Ellis Island: per visitarle entrambe ci vogliono più di 2 ore per cui cercate di arrivare prima del crepuscolo per godervi entrambe le fermate del traghetto.
  20. Columbus Circle: una delle piazze che preferisco a NYC, celebre per ospitare al suo centro il monumento a Cristoforo Colombo.
  21. Central Park: per visitarlo tutto ci vuole più di un giorno… perdetevi tra i piccoli viottoli, ponti e viadotti fino ad arrivare al Metropolitan Museum sul lato est del parco.
  22. Metropolitan Museum of Art: uno dei musei più importanti al mondo. L’ingresso è ad offerta libera. Dalla terrazza all’ultimo piano, è possibile ammirare il panorama mozzafiato.
  23. China Town e Little Italy: China town uno dei quartieri più vivi della città che ha assorbito (quasi completamente) Little Italy.
  24. Washington Square Park: una delle piazze più suggestive di NYC con un trionfale arco in marmo.
  25. Flatiron Building: il singolare palazzo a forma di “ferro da stiro”
  26. Ponte di Brooklyn e Manhattan bridge: percorrete i ponti a piedi per godervi un bellissimo panorama al tramonto.
  27. Washington Street: è la via più instagrammata di Brooklyn appena al di là dei ponti. Da questa angolazione infatti, è possibile ammirare il gioco di prospettiva del Manhattan Bridge e l’Empire State Building che spunta in lontananza.
  28. Union Square: durante il periodo natalizio si riempie di mercatini di natale.
  29. Chelsea Market: uno dei mercati coperti più belli che abbia mai visitato. Negozi ricercati e ristoranti multietnici animano il luogo.
  30. High Line: ex linea ferroviaria sopraelevata. Oggi trasformata in un bellissimo giardino pensile percorribile a piedi.

 

Dove mangiare

no a McDonald si a Shake-Shak

> Fast Food

Come ben saprete, gli americani non hanno una vera e propria cucina nazionale. Quelli che da noi sono “ristoranti” da loro sono “fast-food” per cui come scegliere tra le miriadi di junk-food nella grande mela?!? Vi sconsiglio di mangiare da Mc Donald, la qualità è davvero bassa rispetto a quelli che abbiamo in Italia. Vi segnalo però SHAKE SHAK, dove servono dei succulenti hamburger che non scorderete facilmente… e che dire delle loro “cheese-frices”?! Sono la fine del mondo!

> Mexican food

Se siete amanti del cibo messicano, non potete di certo perdermi La Esquina, i migliori tacos di tutta New York!

> Chelsea Market

Uno dei più antichi e bei mercati coperti di NYC. Qui troverete una buona selezione di ristorantini multietnici!

> I migliori ROOF-TOP di NYC

I locali più belli in assoluto sono quelli all’ultimo piano degli hotel e palazzi in giro per la città. Vi segnalo quelli che a me sono piaciuti particolarmente: PUBLIC HOTEL (per aperitivo e dopocena), 230 FIFTH ROOFTOP (perfetto per un brunch sabato o domenica, ottimo per l’happy hour durante la settimana), LE BAIN ROOFTOP (per l’aperitivo), SALVATION TACO ROOFTOP (tacos e margaritas dall’happy hour al dopocena), GANSEVOORT MEATPACKING (per il dopocena).

> Il più antico pub irlandese di Manhattan

Al McSorley’s Old Ale House, polvere e ragnatele fanno parte dell’arredamento per cui guai a chi le tocca!!! Troverete una buona selezione di birre irlandesi e non.

> Il locale più “instagrammato” di NYC

Il Freemans restaurant, oltre ad essere un locale molto “in” di New York, è anche tra i più instagrammati di sempre. Dal caratteristico ingresso con porta a vetri azzurra, piante e lucine ovunque, all’intero regala un ambiente informale e caldo.

> I migliori pancake di NYC

Tra i più buoni mai mangiati, vi segnalo il Clinton St. Baking Company.

> Le migliori cheesecake di NYC

Potrei morire di cheesecake! Tra le più buone mangiate a New York vi segnalo Eileen’s Special Cheesecake e Two Little red Hens.

> I migliori cupcake di NYC

Di sicuro Magnolia Bakery, oltre ad essere un posto molto carino, serve anche dei buonissimi cupcake ma non solo, la sua selezione di dolci vi lascerà a bocca aperta!

Consigli Pratici

Cosa sapere prima di partire

  • Di sicuro il periodo natalizio è quello più suggestivo ma portate in valigia calzini termici  e indumenti tecnici per far fronte al grande freddo.
  • Le prese elettriche sono differenti dalle  nostre per cui avrete bisogno di adattatori.
  • Dopo aver fatto il biglietto aereo dovrete inviare la richiesta per l’ESTA on-line (a questo link >>> https://esta.cbp.dhs.gov/esta/ ). Si tratta di una pre-autorizzazione per entrare negli stati uniti.
  • Una volta atterrati raggiungerete la dogana e dopo i vari controlli, impronte digitali e fotografia di rito potrete accedere all’area per il ritiro bagagli.
  • La moneta locale è (ovviamente) il dollaro. Vi consiglio di cambiare un piccolo quantitativo direttamente presso gli uffici postali o banche in Italia, per il resto, pagherete ogni cosa con carta di credito o carta di debito (anche un semplice caffè).
  • Se avete meno di 21 anni, di sera verrete “rimbalzati” da qualsiasi locale che serve alcolici. Stessa fine spetta a chi si presenta in sneakers alla selezione all’ingresso dei vari locali!



Copenaghen: cosa fare e dove mangiare!

Copenaghen

città eclettica e poliedrica!

Ho appena trascorso 4 bellissimi giorni a Copenaghen e posso dirvi che quello che si “dice in giro” è tutto vero: d’inverno piove sempre, la statua della Sirenetta non è tutto questo gran che, il 90% della popolazione è bionda e con gli occhi azzurri ma soprattutto, se non hai una bicicletta per girare la città non sei nessuno! 

Con i suoi km e km di pista ciclabile, infatti, Copenaghen si classifica come meta preferita da ciclisti e da tutti coloro che cercano una vacanza basata su uno stile di vita sano ed equilibrato.

Quello che colpisce subito appena si scende dall’aereo è la profonda educazione e “civiltà” di questo popolo. Nella metropolitana non ci sono tornelli (gli ingressi sono liberi e i biglietti vanno obliterati prima di salire e dopo essere scesi), nessuno attraversa con il semaforo rosso e si ha un grandissimo rispetto per ciclisti e pedoni. È molto sentito anche il senso civico (ci sono secchi per la spazzatura ogni 5 metri).

La città ha molto da offrire, partendo dai numerosissimi caffè, bar, ristoranti ricercati, passando per attrazioni turistiche che non hanno niente da invidiare alle altre capitali europee.

Cosa vedere a Copenaghen

Le 10 migliori attrazioni!

1) Il Palazzo di Christiansborg (attuale sede del Parlamento).

COPENAGHEN_15Il Palazzo di Christiansborg, anticamente residenza reale, è oggi la sede del Parlamento danese. Presenta una serie di stili architettonici differenti in quanto subì due pesanti incendi, il primo nel 1794 ed il secondo nel 1884 (per cui le successive ricostruzioni avrebbero rispecchiato lo stile dell’epoca). La parte principale del palazzo (ultimata nel 1928), presenta uno stile neo-barocco. Alcune sale del palazzo sono tutt’oggi utilizzate dalla famiglia reale per cerimonie ed eventi.
Con un unico biglietto, è possibile visitare il palazzo, gli scavi sotterranei, le cucine e la cappella.
La parte che ho adorato di più (ovviamente) è stata la Royal Kitchen dove porcellane bianche e pentole di rame adornano ogni angolo dell’ambiente. Due zone centrali erano dedicate alle cotture mentre lungo un’intera parte numerosi forni erano adibiti alle cotture di arrosti per pranzi e cene con centinaia di invitati.
È possibile fare un giro nei sotterranei del palazzo dove sono ancora visibili gli antichi resti delle precedenti strutture (ebbene si, a causa dei numerosi incendi il palazzo venne ricostruito tre volte).
Il costo dell’ingresso alle tre aree è di circa €20 a persona.

2) Il Castello di Rosenborg.

copenaghenIl castello seicentesco di Rosenborg è forse una delle più belle attrazioni di tutta Copenaghen! Curato in ogni minimo dettaglio, il castello riflette la magnificenza e lo sfarzo della monarchia assoluta. Fatto costruire da Cristiano IV come luogo di piacere divenne presto la residenza del re. L’esposizione è strutturata come fosse un viaggio nel tempo lungo la stirpe reale e si snoda sui 3 piani del castello (piano terra, primo piano, secondo piano). Vi è poi un ulteriore piano interrato dove sono custoditi i gioielli della corona.  Il costo dell’ingresso è di circa €16 a persona.

3) Il palazzo di Amalienborg (attuale residenza invernale dei regnanti).

COPENAGHEN_31Il palazzo di Amalienborg è l’attuale residenza invernale della famiglia reale. Il complesso si compone di quattro edifici identici in stile rococò disposti attorno ad un cortile ottagonale dove al centro spicca un’imponente statua di Federico V.
Due dei quattro edifici sono aperti al pubblico. Il costo dell’ingresso è di circa €13 a persona.
Nei pressi di questo complesso, in fondo ad una delle vie che tagliano la piazza in maniera ortogonale, è collocata la “Frederiks Kirke”, una bellissima chiesa del ‘700 in marmo con una cupola molto caratteristica realizzata in rame.

4) L’orto Botanico (Botanical Have).

COPENAGHEN_59Un immenso complesse di serre nel cuore dei giardini botanici (tra i più importanti d’Europa), si snoda in varie stanze, centinaia e centinaia di specie vegetali più o meno rare, scale in ferro battuto verniciato di bianco e passerelle rendono questo posto ancora più magico. Il complesso è parte integrante dell’Università di Copenaghen.
Di sera, al calar del sole quando le luci si accendono la serra si trasforma in un immenso lampadario. L’ingresso è gratuito.

5) Ny Carlsberg Glyptotek.

COPENAGHEN_53Un vero e proprio gioiello nel centro di Copenaghen (a due passi dai Giardini Tivoli), dedicato all’arte nel senso più ampio del termine. Al suo interno, oltre al bellissimo atrio con una vera e propria “Urban Jungle”, grandi stanze si snodano durante tutto il percorso museale con una collezione vastissima di statue (intere e non), provenienti da tutto il mondo. Ci sono aree riservate al mondo egizio, a quello ellenico greco e romano, una collezione di quadri. Il costo dell’ingresso è di circa €13 a persona (ma la domenica l’ingresso è gratuito), il lunedì a chiuso, mentre gli altri giorni l’orario di visita è dalle 11:00 alle 17:00.

6) I canali.

COPENAGHEN_29Tra gli scenari più suggestivi e caratteristici i canali di Copenaghen regalano una vista davvero incantevole. Il più famoso (e più visitato) è il Canale di Nyhavn che regala ai passanti uno scenario unico con abitazioni d’epoca, colori, luci, barche e una miriade di locali lungo le sponde. Nyhavn è la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai e scrittori.

7) Cristiania.

COPENAGHEN_39C’è un quartiere a Copenaghen che negli anni 70 ha rivendicato la sua indipendenza costituendo un vero e proprio status semi-legale come comunità indipendente, questa è la Città Libera di Christiania. Fondata da un gruppo di hippy che occupò questa ex cittadina militare dismessa. Nasce su un suolo autogestito e non è un segreto che al suo interno circola liberamente droga leggera come cannabis. Potete tranquillamente girare per Christiania e fare foto ad eccezione dell’unica via dove viene venduta la droga (i pusher con i loro banchi pieni di droga non amano essere fotografati). La stazione metropolitana più vicina è Christianshavn.

8) Stroget la via dello shopping.

copenaghenLa zona più importante come area commerciale nel centro della città è Stroget. Essa rappresenta la più grande via pedonale al mondo con un’altissima percentuale di negozi, lunga oltre un chilometro, si estende dalla City Hall Square a Kongens Nytorv.
Se siete appassionati come me di porcellane e oggetti per la casa di una certa importanza, non perdetevi le collezioni di Royal Copenhagen sparsi qua e là per la città.

9) Giardini di Tivoli.

copenaghenTivoli è uno dei parchi divertimenti più antichi al mondo (solo per questo varrebbe farci un salto). Inaugurato nel lontano 1843 è oggi punto di ritrovo per famiglie e giovani.
Al suo interno oltre al parco giochi vi sono diversi ristoranti. Il nome non è stato scelto a caso, il parco infatti vuole ispirarsi ai bellissimi giardini di Villa d’Este a Tivoli. Nelle ore notturne il parco assume un aspetto completamente differente, si trasforma infatti in un luogo romantico con una miriade di luci che decorano alberi, attrazioni e caffetteria.

10) La statua della Sirenetta.

copenaghenTrovandosi in un punto della città abbastanza “desolato” e lontano dalle principali attrazioni, è una di quelle cose che non vi consiglio di vedere se avete poco tempo a disposizione.
Chiaro se volete il classico tour della città mettetela pure in lista 🙂

 

 

Dove dormire

Manon Les Suites

copenaghenAnche il numero e la varietà di alberghi (ce ne sono per tutti i gusti e tutte le “tasche”) non è da trascurare.
Io ho scelto di trascorrere questa vacanza presso il Manon Les Suites del gruppo Guldsmeden Hotels  (uno degli hotel più belli in cui sia mai stato).
Situato nel centro della città a pochi passi dalle principali attrazioni turistiche (giardini Tivoli, City Hall, Glytoteke) il Mason Les Suites offre una soluzione comoda senza rinunciare al design nordico (che ci piace proprio tanto).
Tutte le camere dell’hotel (disposte su 6 piani) si affacciano su un cortile interno dove una piscina riscaldata, lettini relax e piante di ogni specie affollano la scena quasi surreale!
La colazione continentale è davvero ricca e offre prodotti di alta qualità. Nella struttura sono presenti anche sauna, bagno turco e una palestra. Lo scopo dell’hotel è quello di far vivere ai propri clienti un’esperienza unica e che non dimenticheranno molto facilmente.

Dove mangiare

I miei suggerimenti

> Halifax

copenaghenHalifax, è una classica burgeria gourmet che offre un ricco menù dove ci si compone il panino in base ai propri gusti.
Si sceglie dapprima un gruppo di ingredienti, poi la tipologia di pane e infine il burger (di manzo, pollo o vegetariano).
Anche le patatine sono davvero buone e si può scegliere tra quelle tradizionali, quelle all’aceto e quelle fatte con patate dolci.
Il posto è accogliente e lo staff molto disponibile. Senza prenotazione l’attesa può aggirarsi intorno alla mezz’ora.
Prendendo un burger gourmet di manzo, birra e una porzione di patatine ho speso circa 25€.

> Höst

copenaghenHöst è Uno dei ristoranti più belli e più buoni dove abbia mai mangiato.
Se siete alla ricerca di una cucina tipica Danese rivisitata in chiave gourmet questo è il posto che fa per voi.
Ingredienti freschissimi, vombinazioni stuzzicanti e uno staff davvero preparato sono i punti cardine di questo ristorante.
La cucina propone menù da 3 o 5 portate. Io ho preferito quello da 5 per provare quanti più piatti possibili e devo dire che mi sono alzato da tavola davvero “pieno” perchè oltre alle 5 portate, vengono anche offerti 2-3 assaggi in più offerti dalla casa.
Il cestino del pane poi è favoloso, accompagnato da del burro buonissimo di loro produziobe.
La spesa è proporzionata alla qualità dei pitti, all’ambiente e a tutto il resto (per un menù da 5 portate e un calice di vino rosso abbiamo speso circa 100€ a testa, ma ne è valsa davvero la pena).
Se decidete di andare vi consiglio di prenotare perchè è un posto molto gettonato.

> Sticks ‘n sushi

copenaghenUno dei locali che serve il miglior sushi in città è senza ombra di dubbio lo Sticks’n sushi.
Ce ne sono diversi a Copenaghen ma vi consiglio quello situato all’ultimo piano dell’hotel Tivoli, per godere anche di una bella vista sulla città.
Per un menù completo composto da sushi e spiedini caldi, dessert e un paio di calici di vino abbiamo speso circa 70€ a persona (ma vi assicuro che li vale tutti).

> Mormors

copenaghenMi sono fermato in questo posto davvero delizioso per un pranzo veloce. Hanno un’ottima selezione di sandwich (quello con salmone e quello con granchio sono fantastico).
Anche la pasticceria non è da meno. L’ambiente è molto confortevole, poltrone e tavoli vintage adornano la sala.
Le parti sono invece piene di oggetti, ogni scaffale, ogni mobile e ogni mensola espone ogni tipo di oggettistica.

> Vakst

copenaghenCiò che cattura subito l’attenzione in questo locale, è la serra all’interno del locale stesso.
Il termine danese Väkst significa appunto “crescita”, il ristorante è concepito e costruito come un “giardino segreto”, un “giardino urbano” con un’atmosfera informale.
Il ristorante si sviluppa su due piani, e per accedere al piano inferiore bisogna proprio passare attraverso la serra piena di piante.

CONSIGLI PRATICI

Cosa sapere prima di partire

  • Data l’alta percentuale di giorni piovosi, mettete in valigia ombrello e impermeabile.
  • Le prese elettriche sono simili alle nostre per cui non avrete bisogno di adattatori.
  • I danesi hanno orari differenti dai nostri. Musei e negozi non aprono prima delle 10 la mattina mentre, per quanto riguarda la cena, viene fatta molto presto per cui non è raro trovare buona parte dei ristoranti chiusi già alle 21.
  • Tutti i danesi parlano benissimo l’inglese (i film in televisione vengono messi in onda in lingua inglese con sottotitoli in danese) per cui non dovreste avere grossi problemi di comunicazione.
  • La moneta locale è la Corona Danese (io non ho mai usato contanti proprio perchè si può pagare qualsiasi cosa con bancomat o carta di credito).

HYGGE STYLE

Cosa significa?

Tra le popolazioni più felici al mondo, svetta al primo posto quella Danese. Per far fronte alle rigide temperature invernali e ad un clima che non lascia trapelare il sole così spesso come da noi, in Danimarca, per vivere meglio, si sono inventati lo stile HYGGE! Questa parola, non ha una definizione chiara e precisa ma si basa su concetti… potrebbe essere definita come un sentimento, una sensazione, un’atmosfera, un mood, uno state of mind! Generalmente si basa su un concetto “confortevole” e “ospitale”. In genere ci si riferisce ad uno stile Hygge parlando di casa, di arredamento, di usi e costumi, di convivialità. Texture naturali, legno, tappeti, candele, camino acceso, una copertina di lana appoggiata sul divano, musica leggera, l’odore del caffè appena fatto, il profumo del pane appena sfornato, una bevanda calda, leggere libri, tenere pulito e in ordine, fiori e piante, sono tutti elementi che caratterizzano questo stile.

Per info aggiuntive sul vostro prossimo viaggio in Danimarca vi invito a visitare il sito ufficiale VisitDenmark.

 




Sognando la Repubblica Dominicana

Siete mai stati così fortunati da vincere qualcosa?

La tombola? Un gratta e vinci? Una schedina del lotto?
Per me che sono del team “mai-una-gioia” la risposta è scontata.

Salvo qualche rara vincita al Mercante in Fiera durante le feste natalizie a casa di zia Rossana, non ricordo di aver vinto gran che. E’ come se la dea bendata (essendo appunto “bendata”) mi abbia evitato come la peste.

Non ho mai perso le speranze e anche oggi ho deciso di mettermi in gioco con un nuovo contest per vincere un viaggio per due persone nella Repubblica Dominicana!

Si sa, in questi casi la mente vola… Cosa fareste voi vincendo questo viaggio? Cosa vi piacerebbe visitare? Siete “tipi da spiaggia” oppure “zaino in spalla” alla Pechino express?
Io ho le idee abbastanza chiare, la prima tappa sarebbe Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana nonché isola tra le più belle dei Caraibi. E’ una di quelle città che da sempre ha attirato la mia immaginazione per via dei suoi colori, della sua architettura coloniale e ovviamente per le spiagge che ti tolgono il fiato. La prima colonia spagnola del Nuovo Mondo è diventata oggi meta turistica d’eccellenza per chi è in cerca di relax, tranquillità e pace.

Santo Domingo vanta un gran numero di prodotti locali d’eccellenza, dal caffè ai liquore passando per la sottile arte dei sigari. Arrotolati con precisione maniacale e fatti rigorosamente a mano! Non è raro trovare lungo le strade principali, botteghe di artigiani che lavorano questi pregiati prodotti!

Ogni volta che mi trovo in una nuova località, la prima cosa che vado a visitare sono i “mercati”, è lì che vive la vera città, è lì che si trova la gente locale, i veri profumi e colori del posto. Andando a Santo Domingo ovviamente non potrei mai perdermi il  Mercado Modelo, uno dei più animati e frequentati della città (Ex mercato ortofrutticolo trasformato in mercato dell’artigianato).

Altra cosa che non mi perdo mai (e che di solito si trova in ogni grande città) sono i giardino botanici, l’esplorazione di ambienti chiusi e aperti tra piante a volte anche molto rare è sempre una gran bella esperienza. Per cui a Santo Domingo di sicuro non mi lascerei scappare una visita al Jardín Botánico Nacional!

Anche la Catedral Primada de América (la Prima Cattedrale delle Americhe), meriterebbe una sosta per ammirare la sua architettura gotica del 1500 in pietra calcarea.

Altra struttura, interamente costruita in pietra è l’Alcázar de Colón, un palazzo retto intorno al 1510 per Diego, figlio di Cristoforo Colombo, primo vice-re del Nuovo Mondo. L’imponente costruzione affaccia su Plaza de España, dove è possibile trovare un’ampia scelta di ristoranti all’aperto.

Ovviamente, un giro sul lungomare El Malecón (14 km) concluderebbe le mie giornate in questo posto magico!

Riassumendo, come partecipare e vincere un viaggio per due persone nella Repubblica Dominicana?

Partecipare è molto semplice, basta seguire questi semplici passi:
– Credere nella dea bendata!
– Avere tanta voglia di viaggiare ed esplorare nuove mete.
– Scegliere il giusto compagno di viaggio.
– Arrivare pronti con bagaglio e passaporto valido per la Repubblica Dominicana!
– E ovviamente iscriversi al contest compilando il form qui.

Io l’ho fatto e potete votarmi a questo link.

Non mi resta che augurarvi un grande in bocca al lupo!

SOGNANDO LA REPUBBLICA DOMINICANA




Relax e natura in Valle Aurina – Sudtirol

Valle Aurina fa rima con “tranquillo e sano relax”…

Il periodo autunnale sta entrando con passo lento e inesorabile e tra non molto lascerà il posto al freddo inverno. Ed è proprio la stagione invernale quella che preferisco, perchè la mente vola a qualche mese fa quando scoprii la bellezza della Valle Aurina tra natura incontaminata, piccoli paesini dai tetti appuntiti e castelli medievali.

E’ la prima volta che visitavo quella zona d’Italia (che poi effettivamente Italia non è) e man mano che proseguivo il mio tragitto in macchia, le montagne si facevano sempre più alte e sempre più bianche, coperte da candida e soffice neve (un po’ come recita lo spot: altissima, purissima…).

Ma tornando a ciò che ho scritto sopra tra le righe… è effettivamente così. In Sudtirol ahimè sembra di essere ovunque fuorché in Italia. Alcuni commercianti non parlano neanche bene l’italiano e alcuni… non lo parlano proprio (ma per par condicio, questo accade anche nei più remoti paesini del meridione…).

L’hotel Alpen Palace è stata la mia casa a 5 stelle per una settimana! Ho avuto molte difficoltà al momento del check-out perché non volevo proprio andarmene da quel posto (anche se chiamarlo”posto” è abbastanza riduttivo).

E’ stata un’esperienza unica dove si sono alternati momenti di giubilo (io sopra lo snowboard) e momenti meno felici (io per terra con lo snowboard sopra la testa ed ematomi ovunque).

Ma andiamo a vedere per punti dove dormire/mangiare e cosa fare in questa splendida valle Aurina.

1) L’Alpen Palace

L’hotel a 5 stelle Alpen Palace è una certezza, perchè dopo una giornata di fatica trascorsa sulle piste da sci o a fare trekking tra i boschi, sai che ti aspettano coccole gastronomiche (il buffet della merenda è qualcosa di spaziale) e relax nella spa che prevede saune aromatizzate, bagno turco, sauna tirolese, piscine riscaldate interne ed esterne… Il paradiso probabilmente ha più o meno queste sembianze!

La cena prevede un buffet faraonico di antipasti e varie portate preparate dallo chef Andreas Schwienbacher che, insieme alla sua brigata, portano in tavola dei veri e propri capolavori! Un’esplosione di sapori altoatesini ad ogni boccone che regalano ai commensali non solo un buon pasto ma un’esperienza gourmet davvero unica.

2) Il castello di Tures

Il Castello di Tures, che svetta fiero ed imponete nell’allegra cittadina di Campo Tures,  si erge su un promontorio che forma una chiusa naturale detta Klapf che da inizio alla Valle Aurina. Con le sue 64 stanze (molte delle quali interamente in legno) è uno dei castelli medioevali più interessanti della provincia di Bolzano. Le aree di maggiore interesse sono l’armeria, la biblioteca, la stanza dei principi e la sala delle udienze. Nei sotterranei invece è collocato il carcere. Il castello è visitabile in autonomia o con una guida turistica. Consultate gli orari di apertura sul sito ufficiale.

3) Le cascate di Riva

Le cascate di Riva, situate a Campo Tures, sono uno spettacolo unico. C’è un po’ da camminare prima di raggiungerle ma la fatica ne varrà assolutamente la pena. Attraversando il sentiero che si srotola nel bosco si raggiungono i vari livelli delle 3 cascate. Lo spettacolo è prorompente d’estate e silenzioso d’inverno. In quest’ultimo caso le cascate sono quasi interamente ghiacciate e ci si trova di fronte ad una statua di ghiaccio, liscio e lucente. Ovviamente le cascate prendono il nome dal medesimo fiume che le genera (fiume Riva).

4) Casere

La strada della valle Aurina che si estende verso nord, vede come ultimo paese abitato quello di Casere. E’ in quel punto che la strada asfaltata si interrompe per lasciare spazio alla natura più incontaminata! Un sentiero che costeggia il fiume prosegue in direzione nord dove a dominare sono le imponenti vette del Pizzo Rosso e del Picco dei Tre Signori (con i rispettivi ghiacciai). E’ sempre emozionante guardare verso l’orizzonte e sapere che da una parte la svizzera, dall’altra l’Austria.




Il Cilento in 10 tappe tra cultura, tramonti mozzafiato e buon cibo

Il mio ritorno in Cilento…

Era ormai passato un anno dall’ultima visita in Cilento (ve ne ho parlato qui e qui) e mi sembrava giusto e doveroso tornare per terminare un discorso lasciato aperto… la dieta mediterranea e la longevità della gente che vive il Cilento quotidianamente affrontando una vecchiaia in piena salute ed allegria. 

Grazie a “Dieta del Cilento”, pastificio Antonio AmatoGenuini Cilento e a bordo di una Mini Countryman messa a disposizione da DR Automotie insieme a Ornella, Nunzia, Ramona e Daniela sono riusciti a girare il Cilento da nord a sud, da est a ovest “on the road” per vivere l’esperienza del viaggio al 100%.


1) Prima tappa: Finagricola (Battipaglia – SA)

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Il tour in Cilento comincia con Massimiliano, direttore acquisti e laboratorio, che ci ha portato nel cuore pulsante di Finagricola, azienda leader nel panorama ortofrutticolo da oltre 25 anni. Finagricola è conosciuta a livello nazionale ed internazionale anche per la linea di pomodori di altissima qualità rossi e gialli in vetro: Così Com’è! La parola d’ordine è “QUALITA'” perchè tutte le materie prime vengono selezionate, lavorate e confezionate per essere poi distribuite in tutta Italia nel più breve tempo possibile. Massimiliano ci ha spiegato che la raccolta dei pomodori non è fatta coattivamente ma, vengono raccolti solo ed esclusivamente i pomodori che hanno raggiunto il giusto grado di maturazione e quindi, la raccolta viene fatta in più momenti. I pomodori vengono poi lavorati a pochissime ore dalla raccolta per questo conservano intatte le caratteristiche nutrizionali e il gusto dolce tipico dei pomodori freschi. Vengono usati solo pomodori coltivati nei propri terreni, nella Piana del Sele, in questo modo si conosce la storia di ogni singolo pomodoro dal seme alla raccolta seguendo poi le fasi di sviluppo. Da provare assolutamente il ketchup di pomodorini datterini rossi e gialli!


2) Seconda tappa: La Dispensa di San Salvatore (Capaccio – SA)

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Il tour prosegue in direzione La Dispensa San Salvatore per la pausa pranzo… e che pausa pranzo! Protagonisti indiscussi formaggi e saluti di produzione propria. La mozzarella di bufala è stata l’indiscussa protagonista. In questo grande Bistrot tutto è curato in ogni minimo particolare. Il posto è molto carino con un ampio parco esterno. Ottima la selezione dei vini ed è possibile anche acquistare prodotti enogastronomici autoctoni direttamente nella “dispensa”.


3) Terza tappa: Borgo in Pietra (Galdo di Pollica – SA)

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Il Borgo in Pietra è un’antica residenza sita a Galdo di Pollica, un silenzioso paesino tutto in pietra di origine longobarda. Questo luogo custodisce intatta la semplicità e la solidità degli elemnti dell’antico borgo cilentano, conserva un fascino antico di tempi lontani. Il palazzo signorile, restaurato da Michele e Sabrina (i proprietari) accoglie gli ospiti in un ambiente familiare ricco di ospitalità contemporanea a diretto contatto con la natura.
Ogni camera ha uno stile differente, ha una propria storia e un proprio vissuto, tra legno, pietra antiche maioliche e grandi finestre per ammirare il panorama che si estende verso il mare. Un posto magico dove poter trascorrere momenti di puro relax!


4) Quarta tappa: Genuini Cilento (S.Mauro Cilento – SA)

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E’ sempre un piacere tornare negli ambienti accoglienti di GenuiniCilento! Autari, il proprietario, sa come farti sentire a tuo agio e propone molte attività sul territorio che spaziano da cooking class a trekking in montagna, dalle piante officinali all’apicoltura. Tutto ha come fulcro il borgo di S.Mauro Cilento e zone limitrofe.
Il progetto viene portato avanti con grande entusiasmo raccogliendo il consenso di turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Carmela, la cuoca, è proprio il caso di dirlo: ha le mani d’oro! Durante la nostra tappa da Genuini Cilento abbiamo preparato insieme a lei la scarola ‘mbuttonata (scarola ripiena), il maracuoccio di lentiscosa (la polenta del sud) e i cannoli cilentani che ovviamente sono finiti sul tavolo della cena. Una tavolata trasversale che occupava un grande ambiente, candele, luci soffuse, risate buon cibo vino locale e tanta allegria sono stati i veicoli trainanti di uno dei momenti più “social” a cui abbia mai partecipato.


5) Quinta tappa: Giro in barca con Il Bivio (Acciaroli – SA)

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Quella che propone Il Bivio ad Acciaroli, è senz’altro una delle esperienze più belle fatte in vita mia… Un giro in barca a vela direzione Punta Licosa, una vera e propria oasi protetta in mezzo al mare nella frazione di Castellabate. Sole, mare, vento cosa desiderare di più?!? Ad ora di pranzo, giunti a Punta Licosa non sono mancati tuffi, nuotate e soprattutto il pranzo a base di acquasale preparata bagnando del pane biscottato nell’acqua di mare, sbriciolato poi in una ciotola insieme a pomodori, basilico, tonno e mais (una vera delizia)! A seguire aperitivo, chiacchiere e cocktail ghiacciati a Il Bivio di Acciaroli dove il tempo sembra scorrere lentamente e la convivialità è di casa.


6) Sesta tappa: I Moresani (Casal Velino – SA)

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Il tour prosegue poi con una cena tradizionale cilentana da I Moresani, un agriturismo e azienda agricola immersa nelle verdi colline del parco nazionale del Cilento. Domenico, il proprietario, ha creato un vero e proprio “micro mondo” riproponendo canoni di vivibilità e convivialità di cui molti non riescono più a godere. Circondati dal verde e a contatto diretto con gli animali nel pieno di una vita semplice ma laboriosa di una volta. Per i più sportivi, I Moresani propone escursioni a cavallo, trekking e percorsi in mountain bike immersi nella natura. Come dicevo sopra, è anche un’azienda agricola dove si produce olio extravergine d’oliva, formaggio di capra (cacioricotta cilentano), sott’olii, salumi, confetture, marmellate, olive ammaccate e molto altro ancora.


7) Settima tappa: Il Porto (Casal Velino – SA)

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La settima tappa del nostro #foodbloggertourcilento è stata la marina di Casal Velino, abbiamo alloggiato presso l’hotel Il Porto, un posto carino dove trascorrere dei tranquilli giorni vista mare! L’hotel infatti affaccia sul piccolo porto di Casal Velino. L’hotel a piano terra ha anche un ristorante dove poter gustare piatti a base di pesce locale.


8) Ottava tappa: Locanda Le Tre Sorelle (Casal Velino – SA)

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Si torna a cucinare con la chef Franca Feola al ritorante Le Tre sorelle! Franca è davvero molto attenta alla scelta del pesce, rigorosamente pescato nelle acque Cilentane e fresco di giornata. La sua è una cucina semplice ma che racchiude tutto il gusto del mare e racconta dettagliatamente il suo bellissimo Cilento! Figlia di un pescatore ha deciso di intraprendere questa strada in onore del padre e per riportare in tavola i sapori di una volta, quelli veri, quelli autentici! Anche la location merita sicuramente una visita, una piscina a sfioro guarda da un lato verso il mare e dall’altro il piccolo borgo di Casal Velino.


9) Nona tappa: Suscettibile (Pioppi – SA)

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Uno dei ristoranti più innovativi del Cilento è senza ombra di dubbio Suscettibile, dove i fratelli Morinelli portano in tavola prodotti locali rivisitati e lavorati con competenza per offrire una vera e propria esperienza gourmet di alto livello ai propri clienti! L’ambiente interno del locale è davvero carino e dalla grande terrazza è possibile ammirare il panorama che si apre sulle chiare acque del mare.
Dagli antipasti ai secondi tutto parla di Cilento, di mare e soprattutto delle esperienze degli chef collezionate in giro per il mondo. L’unione di tutti questi fattori rende questo posto unico e indimenticabile.


10) Decima e ultima tappa: Pastificio Antonio Amato (Salerno)

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Il tour si è concluso con la visita agli stabilimenti del Pastificio Antonio Amato a Salerno. Con un mulino interno e grano selezionato esclusivamente italiano, viene creato internamente l’ingrediente base per la preparazione della pasta: la farina. I processi meccanizzati impastano farina e acqua fino ad ottenere un composto lavorabile. La pasta poi, viene trafilata in base al formato, portata ad alte temperature per far evaporare l’acqua e successivamente imbustata. La linea di prodotti Antonio Amata, oltre ai centinaia di  formati pasta disponibili, si è allargata a conserve di pomodoro, tonno in scatola, olio evo.

 




Rione Sanità, la Montparnasse di Napoli

Il Rione Sanità, tra ossari, catacombe e palazzi del ‘700…

Il Rione Sanità, è senza ombra di dubbio uno dei quartieri popolari più colorati e vivi del centro storico di Napoli.

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad una vera e propria “rinascita” di quello che un tempo fu uno dei quartieri più pericolosi e violenti della città.

Caratterizzato da allegri mercati lungo le strade, case fatiscenti e vicoli stretti dove panni stesi decorano le facciate dei palazzi. E’ un concentrato di bellezze, monumenti e siti archeologici da scoprire.

Come molti sapranno, Napoli è una città che va letta “in verticale”. E’ uno degli esempio più caratteristici di città in cui la storia può essere ripercorsa attraverso i suoi “strati”. Tra la Neapolis greca e la città di oggi non ci sono solo millenni, ma metri di sottosuolo ricco di informazioni preziosissime.
Il passato, infatti, fa capolino in alcuni punti della città per cui vecchie strade, anfiteatri e monumenti, in parte sommersi dalla moderna urbanistica, possono spuntare qua e là nelle cantine del centro storico napoletano.

Nel sottosuolo del rione Sanità, e più precisamente nei sotterranei del Palazzo Peschici-Maresca, è stato ritrovato parte dell’Acquedotto Augusteo, uno dei più grandi al mondo che dalla sorgente del Serino (nell’alta Irpinia) portava l’acqua a Napoli.

Ma ora, voglio parlarvi delle 5 cose da fare / vedere nel rione sanità.

1) Il Cimitero delle Fontanelle 

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E’ un antico cimitero (nato come cava di tufo per estrarre materiale edile per la costruzione di edifici) che accoglie circa 250mila resti di persone, vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.
E’ in questo luogo suggestivo, dove sacro e profano si mescolano, dove le preghiere da una parte incontrano il denaro e il folklore dall’altra, dove i vivi incontrano le anime dei defunti.
E’ proprio in questo luogo che avveniva il culto delle “anime pezzentelle”, che prevedeva l’adozione e la sistemazione (in cambio di protezione) di un cranio, al quale corrispondeva un’anima abbandonata (detta appunto “pezzentella”). Questa devozione popolare venne persa nel tempo non tanto per il divieto imposto dalla chiesa, negli anni ’60 (del ‘900), quanto per via del cambio generazionale.
Il cimitero, scavato nella roccia tufacea gialla è costituito da tre grandi gallerie a sezione trapezoidale alte circa 10-15 metri e larghe un centinaio, collegate da corridoi laterali.
La navata sinistra è detta navata dei preti perché in essa sono depositati i resti provenienti dalle terresante di chiese e congreghe; la navata centrale è detta navata degli appestati perché accoglie le ossa di quanti perirono a causa delle terribili epidemie che colpirono la città (la peste su tutte, in special modo quella del 1656); infine la navata destra è detta navata dei pezzentielli perché in essa furono poste le misere ossa della gente povera.

2) Il Palazzo dello Spagnolo 

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Il palazzo dello Spagnolo, è un edificio monumentale che sorge in Via Vergini nel rione Sanità. Eretto nel 1738 è caratterizzato da stucchi in stile rococò e da una bellissima scala a doppia rampa pensata come una sorta di luogo di incontro (scalinate simili si trovano presso Palazzo Trabucco, Palazzo Venezia, palazzo Sanfelice, Palazzo di Majo).
In puro stile barocco napoletano, le porte di accesso agli appartamenti sono decorate con stucchi e inquadrano medaglioni con ritratti e busto della famiglia che abitava quell’appartamento.

3) Le Catacombe di San Gennaro

Le catacombe di San Gennaro sono uno dei cimiteri più antichi di Napoli. Aperto al pubblico nel 2006 per valorizzare e riportare a nuova luce l’immenso patrimonio storico-artistico abbandonato. Cento sono gli scalini da percorrere per entrare in questo mondo sotterraneo dove la storia si incontra con la fede per dar luogo ad un posto magico. Le catacombe di San Gennaro sono disposte su due livelli e caratterizzate da ampi spazi, interamente in tufo. 3mila sono le sepolture contate nel sito archeologico.

4) Catacombe di San Gaudioso

Sotto la Basilica di Santa maria della Sanità, sorge quello che fu il secondo cimitero paleocristiano più importante della città, conosciuto oggi con il nome di Catacombe di San Gaudioso. L’Ambulacro centrale è lungo 30 metri per una larghezza di 2-3 metri e ospita 13 cubicoli.
Se non sapete quale scegliere tra catacombe di San Gennaro e catacombe di San Gaudioso, beh la risposta è molto semplice: visitatele entrambe! Il biglietto di ingresso da accesso ad entrambe.

5) Museo archeologico nazionale

Disposto su 4 livelli, contiene una vastissima raccolta di reperti archeologici dalla collezione egiziana, alla scultura Farnese, dai mosaici alla numismatica passando per affreschi, preistoria e l’immenso salone della Meridiana. L’ingresso di €12 (un po’ caro) ma ne vale la pena.

Totò, lo “scugnizzo” del Rione Sanità

Totò nacque in Via Santa maria Antesaecula (non lontano dalle Catacombe di San Gaudioso) in una condizione di grande disagio economico e familiare. Nato da una relazione clandestina, inizialmente non fu riconosciuto dal padre, il marchese Giuseppe De Curtis. La famiglia si riunì solo all’inizio degli anni Venti, per poi trasferirsi a Roma.
Il principe non ha mai dimenticato il suo amato Rione. Di tanto in tanto, andava di notte per le strade del suo quartiere, a lasciare banconote da diecimila lire sotto le porte delle famiglie più bisognose.
Il legame con il suo quartiere era così forte che, alla sua morte, dopo i due funerali di Roma e Napoli, ce ne fu un terzo nel Rione Sanità.




Un weekend a Berlino, da Alexanderplatz al Führerbunker.

Berlino non “ti arriva” subito, bisogna prendersi il tempo di viverla e scoprirla…

Spesso e volentieri, quando mi trovo a dover decidere le mete dei miei prossimi viaggi, leggo, studio e mi informo… Scelgo in base alle bellezze architettoniche, agli scorci paesaggistici, alle tradizioni e alla storia del luogo.

Ed è forse quest’ultima cosa che, fino ad oggi, mi ha spinto preferire altre mete anziché Berlino.

Inutile ripercorrere la storia in questo post, ma ricordiamoci che una tra le più grandi piaghe dell’umanità è stata covata e ha visto la luce proprio in questo luogo. Ripercorrere le strade una volta calpestate con fierezza dal Führer fa inevitabilmente un certo effetto.

Inizio col dirvi che Berlino non ha un vero e proprio centro storico… O meglio esiste una zona centrale (berlin mitte) entro la quale si dislocano le varie attrazioni turistiche di maggiore rilevanza. 

La distinzione tra est ed ovest si avverte ancora oggi, la si nota nella gente, nelle attività commerciali, nelle mode e nelle tendenze del momento. 

Ovviamente in un solo weekend sarà dura vedere “tutto” per cui vi parlerò delle 3 cose da non perdere a Berlino!

1) Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

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Sicuramente il luogo che mi ha colpito ed emozionato di più in assoluto è stato il Jewish Memorial.

Esso è il luogo simbolo dove vengono ricordate tutte le vittime ebree nel mondo a causa del terzo right, deportati dapprima nei campi di concentramento e poi nei campi di sterminio. Ogni blocco di cemento ricorda una comunità specifica.

L’opera del 2005 di Peter Eisenman,  Vuole ricreare una specie di labirinto dove ci si perde realmente, dove i blocchi di cemento sono così irregolari che sembrano crollarti addosso, dove il pavimento sconnesso crea un senso di vertigini. L’effetto che si ottiene è il sentirsi spaesati, tristi e soli. Chiaro è che la “mamma dei cretini è sempre in cinta” per cui non sorprendetevi nel vedere ragazzi saltare da un blocco all’altro come fosse un luna park, mettersi in pose assurde per un selfie etc etc…

Al piano inferiore c’è una raccolta di foto, storie vere, pensieri e riepiloghi storici delle deportazioni ebree nell’europa degli anni 30-40.

Il memorial è stato costruito in quel punto non a caso…Poco distante, infatti, si trova quello che è stato identificato come il Bunker di Hitler. Non è visitabile ma un cartello, posto sul luogo, spiega e mostra la planimetria del covo (che risiede sotto quello che oggi è un parcheggio in mezzo ad una tranquilla zona residenziali).

2) Muro di Berlino – East side Gallery

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In seconda battuta, non si puó non andare a vedere quello che resta del famoso muro di Berlino. In cemento rinforzato, alto 3,6 metri e composto da 45 mila sezioni separate, dal 1961 al 1989 divideva l’intera città tra est ed ovest. In realtà si trattava di due muri paralleli, separati da uno spazio centrale di 150 metri denominati la “striscia della morte”, dove cani, torri di guardia, fossato anticarro, mine antiuomo e guardie armate impedivano il passaggio di persone tra est ed ovest.
Oggi, quello che ne resta, è diventato una galleria a cielo aperto, luogo di turismo dove ammirare i variopinti murales. Tra i più famosi il bacio di Erich Honecker e Leonid Brežnev (quando sono andato io quel tratto era recintato e scattare una foto decente pressoché impossibile).

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Berlino è una città dinamica, va vissuta con passo veloce e sguardo alto!

3) Porta di Brandeburgo

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Costruita come simbolo della gloria della nazione tedesca nel 1788 da Carl Gotthard Langhans, la Porta di Brandeburgo, dopo l’abbattimento del muro è diventato simbolo della nuova Berlino unita. Alta 26 metri e larga 65, si trovava nella Berlino Est ed è proprio da lì che, il 12 giugno 1987, Ronald Reagan incalzò il suo avversario, con le parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro!” Il discorso, che fece eco alla famosa frase del presidente von Weizsacker – “fintanto che la Porta di Brandeburgo rimarrà chiusa, la Questione tedesca resterà aperta” – fu rivolto ai cittadini di Berlino ovest, ma si udì anche al di là del Muro. La Pariser Platz, piazza davanti alla Porta di Brandeburgo, fu completamente distrutta dalla Guerra Mondiale. Con la costruzione del muro rimase per molti decenni vuota e desolata, sorvegliata solo dalle guardie armate sovietiche.

Dove dormire: Kempinski Hotel ****

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Per il mio soggiorno, questa volta, ho scelto il comfort, e mi sono concesso uno degli hotel più belli e storici di Berlino, il Kempinski Hotel Bristol Berlinsito sulla via dello shopping Kurfürstendamm, a 600 metri dalla Chiesa della Rimembranza e dallo Zoo di Berlino con ottimi collegamenti con i mezzi pubblici (metro Uhlandstraße).
Oltre alla camera, la parte che sicuramente mi ha colpito di questo hotel è stato il piccolo ristorante Kempinski Grill che propone un’ottima cucina gourmet.


10 cose da fare a Berlino

  1. Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa
  2. Alexanderplatz
  3. Porta di Brandeburgo
  4. Führerbunker
  5. Cattedrale
  6. Isola dei musei
  7. Muro di Berlino (East Side Gallery)
  8. Checkpoint Charlie
  9. Museo Ebraico
  10. Torre della televisione

Nei dintorni di Berlino

  • Potsdam
  • Lübbenau
  • Frankfurt
  • Wittenberg