Formentera, non solo mare!

Formentera

4 posti dove mangiare e bere bene!

Quando si va in vacanza si lasciano a casa lo stress del lavoro e le preoccupazioni. La meta ideale? Quella dove ci si abbronza, ci si rilassa e si mangia bene.

Uno dei posti da visitare almeno una volta nella vita è Formentera. Questa piccola isoletta spagnola, ribattezzata la Perla delle Baleari, offre tutto questo: mare, relax, divertimento e buon cibo. Nota per la sua cultura hippy e per essere diventata negli ultimi anni la meta preferita di calciatori e volti noti dello spettacolo, Formentera ha un’anima nascosta al turismo di massa: sentieri immersi nel verde, mercatini tradizionali e, soprattutto, una cucina locale da leccarsi i baffi. Non solo spiaggia e sole, insomma.

Formentera non è dotata di un aeroporto: per arrivare bisogna atterrare nella vicina Ibiza e da questa fare un piccolo tratto di mare a bordo un traghetto. Le due isole sono ben collegate, con partenze via mare ravvicinate tra loro, soprattutto in alta stagione.

L’isola non è molto grande ed è facile da esplorare. Molti turisti appena sbarcati prendono a noleggio una bicicletta o, ancor meglio, uno scooter: una soluzione flessibile ed economica. Si monta in sella, si allaccia il casco e via, alla scoperta delle calette più belle e, perché no, anche dei migliori chiringuitos e ristorantini tradizionali per aperitivi e cenette da sogno.

Ecco quattro posti dove trascorrere una bella serata a Formentera.

Can Carlitos

Ristorante

Credits: CanJubany

Dietro questa struttura c’è il talento e la bravura dello chef Nandu Jubany (ha anche un ristorante stellato a Barcellona). In questo ristorante potete trovare le migliori Tapas dell’isola e piatti gustosi come le uova strapazzate con patate, il prosciutto iberico e la paella con costine e scaloppine di maiale. La vista da questa struttura è eccezionale grazie alla prossimità con la spiaggia La Savina.

Kiosko 62

Cocktail & Reggaeton

Credits: ibiziaChrome

Se cercate un luogo super rilassato, con buona musica reggaeton in sottofondo allora siete nel posto giusto. Qui basta una birra ghiacciata, un cocktail a base di gin e lemon e un ottimo hamburger per toccare il cielo con il dito.

10.7

Beach bar

Credits:TripAdvisor

Una scatola bianca rettangolare arroccata in alto sulla scogliera e posizionata all’estremità orientale di Platja de Migjorn. Il beach bar per eccellenza, che imita il mood glitterato e stiloso di Ibiza . Al 10.7 si può assaggiare uno dei migliori piatti di pesce marinato di tutta l’isola, leggermente piccante e dal sapore agrumato. Molti turisti dopo una lunga giornata in spiaggia entrano in questo locale alla ricerca anche di un cocktail fresco. Pronti per l’happy hour?

Molo 47

Ristorante trendy

Credits: ChannelconGusto

Antonio D’Angelo è lo chef di questo ristorante trendy, che unisce i sapori della cucina italiana con quella giapponese. Una sorta di guru della cucina internazionale, che qualcuno di voi conoscerà già, visto che gestisce anche il Nobu a Milano. Due piatti che vi suggeriamo di provare al Molo 47 sono il manzo Wagyū avvolto nella carta e i ravioli conditi con la cipolla caramellata. Gli ospiti possono cenare di fronte al tavolo dello chef o scegliere un posto sul portico per guardare le imbarcazioni in partenza.

 


 

Se non avete ancora prenotato la vacanza estiva e vi state scervellando alla ricerca della destinazione perfetta, beh, l’avete appena trovata: è Formentera. Prenotate un volo per Ibiza (sono in partenza da tanti scali italiani), poi date un’occhiata agli orari dei traghetti Ibiza-Formentera; ora manca solo di fare la valigia. Il conto alla rovescia per le vacanze di agosto è appena iniziato e Formentera è dietro l’angolo!




Valencia, tra edifici storici e futuristici

Valencia

La terza città della Spagna

Dopo Madrid e Barcellona, Valencia è la terza città della Spagna. Conosciuta come la patria della “vera” Paella, Valencia è ricca di storia, di palazzi storici, di edifici moderni e futuristici.

Trasporti

Bus Turistico

Se è la prima volta che visitate Valencia, vi consiglio di prendere uno dei comodi bus turistici in Plaza Reina. In questo modo, lungo il percorso, potrete vedere la maggior parte delle attrazioni turistiche della città (senza dover cambiare millemila mezzi). Ci sono due linee (Ruta A – Ruta B) che percorrono l’intera città di Valencia. La Ruta A circola nel centro per poi salire a nord verso il Bioparco, mentre al Ruta B viaggia direzione sud-est arrivando fino al porto passando per la Città delle scienze e delle arti.

Must see

Le 10 migliori attrazioni di Valencia

  1. Plaza del Ayuntamiento: è la piazza più importante e centrale di Valencia. Si affacciano numerosi edifici storici tra cui il palazzo del Comune di Valencia.
  2. Cattedrale: maestosa e composta da n.3 ingressi, ognuno con un proprio stile (romanico, barocco e gotico) rappresenta le varie epoche architettoniche della città. All’interno della cattedrale è possibile ammirare quello che per molti sembra essere il santo Graal.
  3. Museo nazionale della ceramica: quello che colpisce è senza dubbio la bellezza del palazzo che lo ospitata, in pure stile barocco. Un maestoso ingresso finemente decorato in alabastro, da il benvenuto ai visitatori.
  4. Mercato della seta (La Lonja de la Seda): è qui che si riunivano mercanti e commercianti che scambiavano e compravano questo tessuto pregiato. La domenica e durante i giorni festivi, l’ingresso è gratuito.
  5. Plaza de toros: situata vicino alla stazione dei treni. Costruita negli anni ’50 del 1800. E’ aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 (durante il periodo di corride le visite sono sospese).
  6. Città delle scienze e delle arti: mastodontico complesso composto da 5 edifici che portano la firma di Santiago Calatrava. Ogni edificio ospita un museo/attrazione differente. L’oceanografic è senz’altro quello che richiede più tempo per essere visitato (un gigantesco aquarium).
  7. L’area portuale (Maina Real): d’estate affollata di gente che per trovare riparo dal caldo sorseggia cocktail nei numerosi locali affacciati sul mare. Una lunga passeggiata costeggia tutta la zona portuale.
  8. Mercato centrale: non si può non visitarlo! In questo mercato troverete tutte le prelibatezze gastronomiche di Valencia.
  9. I giardini del Turia: dopo le numerose esondazioni del fiume Turia, è stato deciso di cambiare e deviare il suo corso, portandolo fuori dalla città. Il suo letto è stato poi nel corso degli anni riqualificato creandovi all’interno una gigantesca area verde che si snoda per tutta la città di Valencia.
  10. Il bioparco: uno dei più belli d’Europa! Da visitare anche se non avete bambini al seguito!

 

Dove mangiare

tra paella e tapas

> La Riuà

Tipica osteria Valenciana, tipica sia nell’arredamento che nella selezione della carta.

> El Coso

Ottimo locale in zona Marina, anche qui se ordinate Paella andate sul sicuro!

> Colmado LaLola

Ottimo locale per spizzicare tapas mentre si sorseggia una buona cerveza artigianale.

> Mercato centrale

Potrete trovare un vasto assortimento di cibo sul genere street-food.



Copenaghen: cosa fare e dove mangiare!

Copenaghen

città eclettica e poliedrica!

Ho appena trascorso 4 bellissimi giorni a Copenaghen e posso dirvi che quello che si “dice in giro” è tutto vero: d’inverno piove sempre, la statua della Sirenetta non è tutto questo gran che, il 90% della popolazione è bionda e con gli occhi azzurri ma soprattutto, se non hai una bicicletta per girare la città non sei nessuno! 

Con i suoi km e km di pista ciclabile, infatti, Copenaghen si classifica come meta preferita da ciclisti e da tutti coloro che cercano una vacanza basata su uno stile di vita sano ed equilibrato.

Quello che colpisce subito appena si scende dall’aereo è la profonda educazione e “civiltà” di questo popolo. Nella metropolitana non ci sono tornelli (gli ingressi sono liberi e i biglietti vanno obliterati prima di salire e dopo essere scesi), nessuno attraversa con il semaforo rosso e si ha un grandissimo rispetto per ciclisti e pedoni. È molto sentito anche il senso civico (ci sono secchi per la spazzatura ogni 5 metri).

La città ha molto da offrire, partendo dai numerosissimi caffè, bar, ristoranti ricercati, passando per attrazioni turistiche che non hanno niente da invidiare alle altre capitali europee.

Cosa vedere a Copenaghen

Le 10 migliori attrazioni!

1) Il Palazzo di Christiansborg (attuale sede del Parlamento).

COPENAGHEN_15Il Palazzo di Christiansborg, anticamente residenza reale, è oggi la sede del Parlamento danese. Presenta una serie di stili architettonici differenti in quanto subì due pesanti incendi, il primo nel 1794 ed il secondo nel 1884 (per cui le successive ricostruzioni avrebbero rispecchiato lo stile dell’epoca). La parte principale del palazzo (ultimata nel 1928), presenta uno stile neo-barocco. Alcune sale del palazzo sono tutt’oggi utilizzate dalla famiglia reale per cerimonie ed eventi.
Con un unico biglietto, è possibile visitare il palazzo, gli scavi sotterranei, le cucine e la cappella.
La parte che ho adorato di più (ovviamente) è stata la Royal Kitchen dove porcellane bianche e pentole di rame adornano ogni angolo dell’ambiente. Due zone centrali erano dedicate alle cotture mentre lungo un’intera parte numerosi forni erano adibiti alle cotture di arrosti per pranzi e cene con centinaia di invitati.
È possibile fare un giro nei sotterranei del palazzo dove sono ancora visibili gli antichi resti delle precedenti strutture (ebbene si, a causa dei numerosi incendi il palazzo venne ricostruito tre volte).
Il costo dell’ingresso alle tre aree è di circa €20 a persona.

2) Il Castello di Rosenborg.

copenaghenIl castello seicentesco di Rosenborg è forse una delle più belle attrazioni di tutta Copenaghen! Curato in ogni minimo dettaglio, il castello riflette la magnificenza e lo sfarzo della monarchia assoluta. Fatto costruire da Cristiano IV come luogo di piacere divenne presto la residenza del re. L’esposizione è strutturata come fosse un viaggio nel tempo lungo la stirpe reale e si snoda sui 3 piani del castello (piano terra, primo piano, secondo piano). Vi è poi un ulteriore piano interrato dove sono custoditi i gioielli della corona.  Il costo dell’ingresso è di circa €16 a persona.

3) Il palazzo di Amalienborg (attuale residenza invernale dei regnanti).

COPENAGHEN_31Il palazzo di Amalienborg è l’attuale residenza invernale della famiglia reale. Il complesso si compone di quattro edifici identici in stile rococò disposti attorno ad un cortile ottagonale dove al centro spicca un’imponente statua di Federico V.
Due dei quattro edifici sono aperti al pubblico. Il costo dell’ingresso è di circa €13 a persona.
Nei pressi di questo complesso, in fondo ad una delle vie che tagliano la piazza in maniera ortogonale, è collocata la “Frederiks Kirke”, una bellissima chiesa del ‘700 in marmo con una cupola molto caratteristica realizzata in rame.

4) L’orto Botanico (Botanical Have).

COPENAGHEN_59Un immenso complesse di serre nel cuore dei giardini botanici (tra i più importanti d’Europa), si snoda in varie stanze, centinaia e centinaia di specie vegetali più o meno rare, scale in ferro battuto verniciato di bianco e passerelle rendono questo posto ancora più magico. Il complesso è parte integrante dell’Università di Copenaghen.
Di sera, al calar del sole quando le luci si accendono la serra si trasforma in un immenso lampadario. L’ingresso è gratuito.

5) Ny Carlsberg Glyptotek.

COPENAGHEN_53Un vero e proprio gioiello nel centro di Copenaghen (a due passi dai Giardini Tivoli), dedicato all’arte nel senso più ampio del termine. Al suo interno, oltre al bellissimo atrio con una vera e propria “Urban Jungle”, grandi stanze si snodano durante tutto il percorso museale con una collezione vastissima di statue (intere e non), provenienti da tutto il mondo. Ci sono aree riservate al mondo egizio, a quello ellenico greco e romano, una collezione di quadri. Il costo dell’ingresso è di circa €13 a persona (ma la domenica l’ingresso è gratuito), il lunedì a chiuso, mentre gli altri giorni l’orario di visita è dalle 11:00 alle 17:00.

6) I canali.

COPENAGHEN_29Tra gli scenari più suggestivi e caratteristici i canali di Copenaghen regalano una vista davvero incantevole. Il più famoso (e più visitato) è il Canale di Nyhavn che regala ai passanti uno scenario unico con abitazioni d’epoca, colori, luci, barche e una miriade di locali lungo le sponde. Nyhavn è la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai e scrittori.

7) Cristiania.

COPENAGHEN_39C’è un quartiere a Copenaghen che negli anni 70 ha rivendicato la sua indipendenza costituendo un vero e proprio status semi-legale come comunità indipendente, questa è la Città Libera di Christiania. Fondata da un gruppo di hippy che occupò questa ex cittadina militare dismessa. Nasce su un suolo autogestito e non è un segreto che al suo interno circola liberamente droga leggera come cannabis. Potete tranquillamente girare per Christiania e fare foto ad eccezione dell’unica via dove viene venduta la droga (i pusher con i loro banchi pieni di droga non amano essere fotografati). La stazione metropolitana più vicina è Christianshavn.

8) Stroget la via dello shopping.

copenaghenLa zona più importante come area commerciale nel centro della città è Stroget. Essa rappresenta la più grande via pedonale al mondo con un’altissima percentuale di negozi, lunga oltre un chilometro, si estende dalla City Hall Square a Kongens Nytorv.
Se siete appassionati come me di porcellane e oggetti per la casa di una certa importanza, non perdetevi le collezioni di Royal Copenhagen sparsi qua e là per la città.

9) Giardini di Tivoli.

copenaghenTivoli è uno dei parchi divertimenti più antichi al mondo (solo per questo varrebbe farci un salto). Inaugurato nel lontano 1843 è oggi punto di ritrovo per famiglie e giovani.
Al suo interno oltre al parco giochi vi sono diversi ristoranti. Il nome non è stato scelto a caso, il parco infatti vuole ispirarsi ai bellissimi giardini di Villa d’Este a Tivoli. Nelle ore notturne il parco assume un aspetto completamente differente, si trasforma infatti in un luogo romantico con una miriade di luci che decorano alberi, attrazioni e caffetteria.

10) La statua della Sirenetta.

copenaghenTrovandosi in un punto della città abbastanza “desolato” e lontano dalle principali attrazioni, è una di quelle cose che non vi consiglio di vedere se avete poco tempo a disposizione.
Chiaro se volete il classico tour della città mettetela pure in lista 🙂

 

 

Dove dormire

Manon Les Suites

copenaghenAnche il numero e la varietà di alberghi (ce ne sono per tutti i gusti e tutte le “tasche”) non è da trascurare.
Io ho scelto di trascorrere questa vacanza presso il Manon Les Suites del gruppo Guldsmeden Hotels  (uno degli hotel più belli in cui sia mai stato).
Situato nel centro della città a pochi passi dalle principali attrazioni turistiche (giardini Tivoli, City Hall, Glytoteke) il Mason Les Suites offre una soluzione comoda senza rinunciare al design nordico (che ci piace proprio tanto).
Tutte le camere dell’hotel (disposte su 6 piani) si affacciano su un cortile interno dove una piscina riscaldata, lettini relax e piante di ogni specie affollano la scena quasi surreale!
La colazione continentale è davvero ricca e offre prodotti di alta qualità. Nella struttura sono presenti anche sauna, bagno turco e una palestra. Lo scopo dell’hotel è quello di far vivere ai propri clienti un’esperienza unica e che non dimenticheranno molto facilmente.

Dove mangiare

I miei suggerimenti

> Halifax

copenaghenHalifax, è una classica burgeria gourmet che offre un ricco menù dove ci si compone il panino in base ai propri gusti.
Si sceglie dapprima un gruppo di ingredienti, poi la tipologia di pane e infine il burger (di manzo, pollo o vegetariano).
Anche le patatine sono davvero buone e si può scegliere tra quelle tradizionali, quelle all’aceto e quelle fatte con patate dolci.
Il posto è accogliente e lo staff molto disponibile. Senza prenotazione l’attesa può aggirarsi intorno alla mezz’ora.
Prendendo un burger gourmet di manzo, birra e una porzione di patatine ho speso circa 25€.

> Höst

copenaghenHöst è Uno dei ristoranti più belli e più buoni dove abbia mai mangiato.
Se siete alla ricerca di una cucina tipica Danese rivisitata in chiave gourmet questo è il posto che fa per voi.
Ingredienti freschissimi, vombinazioni stuzzicanti e uno staff davvero preparato sono i punti cardine di questo ristorante.
La cucina propone menù da 3 o 5 portate. Io ho preferito quello da 5 per provare quanti più piatti possibili e devo dire che mi sono alzato da tavola davvero “pieno” perchè oltre alle 5 portate, vengono anche offerti 2-3 assaggi in più offerti dalla casa.
Il cestino del pane poi è favoloso, accompagnato da del burro buonissimo di loro produziobe.
La spesa è proporzionata alla qualità dei pitti, all’ambiente e a tutto il resto (per un menù da 5 portate e un calice di vino rosso abbiamo speso circa 100€ a testa, ma ne è valsa davvero la pena).
Se decidete di andare vi consiglio di prenotare perchè è un posto molto gettonato.

> Sticks ‘n sushi

copenaghenUno dei locali che serve il miglior sushi in città è senza ombra di dubbio lo Sticks’n sushi.
Ce ne sono diversi a Copenaghen ma vi consiglio quello situato all’ultimo piano dell’hotel Tivoli, per godere anche di una bella vista sulla città.
Per un menù completo composto da sushi e spiedini caldi, dessert e un paio di calici di vino abbiamo speso circa 70€ a persona (ma vi assicuro che li vale tutti).

> Mormors

copenaghenMi sono fermato in questo posto davvero delizioso per un pranzo veloce. Hanno un’ottima selezione di sandwich (quello con salmone e quello con granchio sono fantastico).
Anche la pasticceria non è da meno. L’ambiente è molto confortevole, poltrone e tavoli vintage adornano la sala.
Le parti sono invece piene di oggetti, ogni scaffale, ogni mobile e ogni mensola espone ogni tipo di oggettistica.

> Vakst

copenaghenCiò che cattura subito l’attenzione in questo locale, è la serra all’interno del locale stesso.
Il termine danese Väkst significa appunto “crescita”, il ristorante è concepito e costruito come un “giardino segreto”, un “giardino urbano” con un’atmosfera informale.
Il ristorante si sviluppa su due piani, e per accedere al piano inferiore bisogna proprio passare attraverso la serra piena di piante.

CONSIGLI PRATICI

Cosa sapere prima di partire

  • Data l’alta percentuale di giorni piovosi, mettete in valigia ombrello e impermeabile.
  • Le prese elettriche sono simili alle nostre per cui non avrete bisogno di adattatori.
  • I danesi hanno orari differenti dai nostri. Musei e negozi non aprono prima delle 10 la mattina mentre, per quanto riguarda la cena, viene fatta molto presto per cui non è raro trovare buona parte dei ristoranti chiusi già alle 21.
  • Tutti i danesi parlano benissimo l’inglese (i film in televisione vengono messi in onda in lingua inglese con sottotitoli in danese) per cui non dovreste avere grossi problemi di comunicazione.
  • La moneta locale è la Corona Danese (io non ho mai usato contanti proprio perchè si può pagare qualsiasi cosa con bancomat o carta di credito).

HYGGE STYLE

Cosa significa?

Tra le popolazioni più felici al mondo, svetta al primo posto quella Danese. Per far fronte alle rigide temperature invernali e ad un clima che non lascia trapelare il sole così spesso come da noi, in Danimarca, per vivere meglio, si sono inventati lo stile HYGGE! Questa parola, non ha una definizione chiara e precisa ma si basa su concetti… potrebbe essere definita come un sentimento, una sensazione, un’atmosfera, un mood, uno state of mind! Generalmente si basa su un concetto “confortevole” e “ospitale”. In genere ci si riferisce ad uno stile Hygge parlando di casa, di arredamento, di usi e costumi, di convivialità. Texture naturali, legno, tappeti, candele, camino acceso, una copertina di lana appoggiata sul divano, musica leggera, l’odore del caffè appena fatto, il profumo del pane appena sfornato, una bevanda calda, leggere libri, tenere pulito e in ordine, fiori e piante, sono tutti elementi che caratterizzano questo stile.

Per info aggiuntive sul vostro prossimo viaggio in Danimarca vi invito a visitare il sito ufficiale VisitDenmark.

 




Un weekend a Berlino, da Alexanderplatz al Führerbunker.

Berlino non “ti arriva” subito, bisogna prendersi il tempo di viverla e scoprirla…

Spesso e volentieri, quando mi trovo a dover decidere le mete dei miei prossimi viaggi, leggo, studio e mi informo… Scelgo in base alle bellezze architettoniche, agli scorci paesaggistici, alle tradizioni e alla storia del luogo.

Ed è forse quest’ultima cosa che, fino ad oggi, mi ha spinto preferire altre mete anziché Berlino.

Inutile ripercorrere la storia in questo post, ma ricordiamoci che una tra le più grandi piaghe dell’umanità è stata covata e ha visto la luce proprio in questo luogo. Ripercorrere le strade una volta calpestate con fierezza dal Führer fa inevitabilmente un certo effetto.

Inizio col dirvi che Berlino non ha un vero e proprio centro storico… O meglio esiste una zona centrale (berlin mitte) entro la quale si dislocano le varie attrazioni turistiche di maggiore rilevanza. 

La distinzione tra est ed ovest si avverte ancora oggi, la si nota nella gente, nelle attività commerciali, nelle mode e nelle tendenze del momento. 

Ovviamente in un solo weekend sarà dura vedere “tutto” per cui vi parlerò delle 3 cose da non perdere a Berlino!

1) Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

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Sicuramente il luogo che mi ha colpito ed emozionato di più in assoluto è stato il Jewish Memorial.

Esso è il luogo simbolo dove vengono ricordate tutte le vittime ebree nel mondo a causa del terzo right, deportati dapprima nei campi di concentramento e poi nei campi di sterminio. Ogni blocco di cemento ricorda una comunità specifica.

L’opera del 2005 di Peter Eisenman,  Vuole ricreare una specie di labirinto dove ci si perde realmente, dove i blocchi di cemento sono così irregolari che sembrano crollarti addosso, dove il pavimento sconnesso crea un senso di vertigini. L’effetto che si ottiene è il sentirsi spaesati, tristi e soli. Chiaro è che la “mamma dei cretini è sempre in cinta” per cui non sorprendetevi nel vedere ragazzi saltare da un blocco all’altro come fosse un luna park, mettersi in pose assurde per un selfie etc etc…

Al piano inferiore c’è una raccolta di foto, storie vere, pensieri e riepiloghi storici delle deportazioni ebree nell’europa degli anni 30-40.

Il memorial è stato costruito in quel punto non a caso…Poco distante, infatti, si trova quello che è stato identificato come il Bunker di Hitler. Non è visitabile ma un cartello, posto sul luogo, spiega e mostra la planimetria del covo (che risiede sotto quello che oggi è un parcheggio in mezzo ad una tranquilla zona residenziali).

2) Muro di Berlino – East side Gallery

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In seconda battuta, non si puó non andare a vedere quello che resta del famoso muro di Berlino. In cemento rinforzato, alto 3,6 metri e composto da 45 mila sezioni separate, dal 1961 al 1989 divideva l’intera città tra est ed ovest. In realtà si trattava di due muri paralleli, separati da uno spazio centrale di 150 metri denominati la “striscia della morte”, dove cani, torri di guardia, fossato anticarro, mine antiuomo e guardie armate impedivano il passaggio di persone tra est ed ovest.
Oggi, quello che ne resta, è diventato una galleria a cielo aperto, luogo di turismo dove ammirare i variopinti murales. Tra i più famosi il bacio di Erich Honecker e Leonid Brežnev (quando sono andato io quel tratto era recintato e scattare una foto decente pressoché impossibile).

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Berlino è una città dinamica, va vissuta con passo veloce e sguardo alto!

3) Porta di Brandeburgo

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Costruita come simbolo della gloria della nazione tedesca nel 1788 da Carl Gotthard Langhans, la Porta di Brandeburgo, dopo l’abbattimento del muro è diventato simbolo della nuova Berlino unita. Alta 26 metri e larga 65, si trovava nella Berlino Est ed è proprio da lì che, il 12 giugno 1987, Ronald Reagan incalzò il suo avversario, con le parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro!” Il discorso, che fece eco alla famosa frase del presidente von Weizsacker – “fintanto che la Porta di Brandeburgo rimarrà chiusa, la Questione tedesca resterà aperta” – fu rivolto ai cittadini di Berlino ovest, ma si udì anche al di là del Muro. La Pariser Platz, piazza davanti alla Porta di Brandeburgo, fu completamente distrutta dalla Guerra Mondiale. Con la costruzione del muro rimase per molti decenni vuota e desolata, sorvegliata solo dalle guardie armate sovietiche.

Dove dormire: Kempinski Hotel ****

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Per il mio soggiorno, questa volta, ho scelto il comfort, e mi sono concesso uno degli hotel più belli e storici di Berlino, il Kempinski Hotel Bristol Berlinsito sulla via dello shopping Kurfürstendamm, a 600 metri dalla Chiesa della Rimembranza e dallo Zoo di Berlino con ottimi collegamenti con i mezzi pubblici (metro Uhlandstraße).
Oltre alla camera, la parte che sicuramente mi ha colpito di questo hotel è stato il piccolo ristorante Kempinski Grill che propone un’ottima cucina gourmet.


10 cose da fare a Berlino

  1. Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa
  2. Alexanderplatz
  3. Porta di Brandeburgo
  4. Führerbunker
  5. Cattedrale
  6. Isola dei musei
  7. Muro di Berlino (East Side Gallery)
  8. Checkpoint Charlie
  9. Museo Ebraico
  10. Torre della televisione

Nei dintorni di Berlino

  • Potsdam
  • Lübbenau
  • Frankfurt
  • Wittenberg



Siviglia: atmosfera da “mille ed una notte”

Siviglia (Andalusia, Spagna) è una città in continuo fermento, caotica sia d’estate che d’inverno. E’ un concentrato della vera Spagna, quella calda e accogliente, quella pazza e scatenata dove tradizioni, storia e modernità si fondono insieme alla cultura medio-orientale per dar vita a quella che oggi è la perla dell’Andalusia.

Siviglia è la meta perfetta per chi ama la storia, l’architettura e il buon cibo.

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Se siete dei tipi che non sopportano molto il caldo, evitate di visitare Siviglia nei mesi estivi, nei momenti peggiori le temperature sfiorano i 50°C.

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Il punto panoramico più bello della città è senz’altro la Giralda, simbolo di Siviglia. Adiacente alla Cattedrale, la torre campanaria svetta nel cielo con i suoi 96 metri di altezza. Percorrendo le scale a chiocciola dai larghi scaloni si arriva alla sommità per apprezzare uno scenario unico dell’intera città. La torre deve il suo nome alla statua della Fede (detta Giraldillo) che gira in base alla direzione del vento ed è situata sul punto più alto.

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Una delle piazze più belle che io abbia mai visto è proprio qui a Siviglia: Plaza de Espana. Prendetevi un paio d’ore per rilassarvi ed ammirare la sua complessa architettura (progetto dell’artista sivigliano Gonzalez per l’Esposizione Iberoamericana). L’utilizzo dei mattoni, dei marmi colorati e delle ceramiche ha reso questa piazza un posto quasi fiabesco. Dalla forma semicircolare è attraversata da un canale percorribile con piccole imbarcazioni a remi. Le 58 panchine sotto l’imponente Palacio Espanol rappresentano le province spagnole.

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Il palazzo reale (Real Alcazar) catturerà di sicuro la vostra attenzione, è uno dei più grandi esempi dell’architettura mudéjar con pattii, giardini, colonne, archi merlati e saloni immensi che creano un habitat unico ed esclusivo. Questa mescolanza di stili e decorazioni spaziano dallo stile islamico al neoclassico in un gioco di luci e ombre dall’effetto tipicamente mediorientale.

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Nella grande e antica Arena di Plaza de Toros de la Real Maestranza di Sevilla, davanti a circa 14 mila spettatori, si svolgono le corride più prestigiose dell’intera Spagna durante la Feria de Abril. Io ho visitato solo l’arena (niente corrida) con la guida che ci ha mostrato sia la struttura che il museo dedicato alla storia e ai personaggi che hanno solcato l’arena nel corso del tempo. Il cerchio interno, dove vengono svolti i sanguinosi spettacoli, non è una superficie piana, la parte centrale è rialzata per permettere una visuale migliore dello show.

Ma come funziona la corrida?

Lo spettacolo della corrida vede contrapporsi da un lato l’uomo e dall’altro il toro feroce. Il torero, chiamato matador, affronta il toro in una grande arena piena di spettatori. Aiutato da un gruppo di apprendisti, chiamato cuadrilla, il matador pungola il toro in più punti durante l’esibizione.
Solitamente sono presenti tre toreri, ciascuno dei quali combatte due tori, di una razza selvaggia e addestrati ad attaccare l’uomo. La corrida è implacabile. Se un matador è ferito, un altro lo sostituisce e l’unica certezza è che il toro viene ucciso alla fine di ogni partita.
Ogni step della corrida è segnalato da uno squillo di tromba.
Il primo squillo di tromba segnala l’ingresso e la marcia dei toreri.
Il secondo squillo di tromba annuncia l’ingresso del toro.
Il terzo squillo di tromba segnala l’ingresso dei picadores (a cavallo) che portano lunghe picche con una punta d’acciaio per infilzare il toro.
Dopo la quarta tromba, i banderilleros cercano di infilzare le loro banderillas nel garrese del toro, cercando di aizzarlo ancora di più. Le banderillas sono bastoni di legno decorati con carta colorata e con un arpione di acciaio alla fine.
Al quinto squillo di tromba, il matador si toglie il cappello alato nero e dedica la morte del toro al presidente iniziando la sua faena. Il faena è la parte più bella e abile della lotta dove il matador deve dimostrare il suo coraggio e maestria facendo roteare nell’aria la mantella fucsia.
Infine, il matador si prepara ad uccidere il toro sguainando la sua spada e cercando di infilzarlo al centro delle spalle. Se la spada entra correttamente tra le scapole, si recide l’aorta e l’animale muore quasi istantaneamente.

casa imperial siviglia

Durante il mio soggiorno a Siviglia ho alloggiato presso l’hotel Casa Imperial, un esempio tipico di architettura sivigliana dai colori caldi, con patii e maioliche dipinte a mano.

Uno dei ristoranti più buoni in assoluto dove ho mangiato è la Taberna Coloniales (ottimo rapporto qualità/prezzo).

Lasciatevi ammaliare dal fascino di Siviglia e perdetevi in essa per viverla pienamente.


10 cose da fare a Siviglia

  1. Visitare il Real Alcazar
  2. Visitare la Cattedrale
  3. Visitare il sepolcro di Cristoforo Colombo
  4. Salire fino in cima alla Giralda per una vista mozzafiato di Siviglia
  5. Visitare Plaza de Espana
  6. Fermarsi in uno dei locali tipici per una tapas (l’aperitivo spagnolo)
  7. Salire sul Metropol Parasol
  8. Visitare la Plaza de Toros
  9. Visitare il quartiere Barrio Santa Cruz (di giorno) e Barrio di Triana (di sera)
  10. Vedere uno spettacolo di flamenco

 


Nei dintorni di Siviglia




Amsterdam, tulipani, mulini a vento e ceramiche dipinte a mano

E’ difficile non rimanere affascinati da questa città. Amsterdam (capitale dei Paesi Bassi) è un vero e proprio gioiello che brilla di luce propria, proiettando riflessi psichedelici, alternativi e moderni dettando legge su mode e tendenze in tutta Europa.

Città della perdizione e del peccato (per i più “bigotti”) ma anche (e aggiungerei: soprattutto) città dei tulipani, dei mulini a vento, delle ceramiche blu cobalto, delle biciclette e dei diamanti.

I 165 canali che sezionano la città in anelli concentrici, regalano a chi li percorre un senso di tranquillità ed intimità, riflettendo come specchi, le singolari facciate delle case sugli argini, che svettano fiere con i loro 4-5 o 6 piani, nei cieli della città.

Lo sapevate che Amsterdam ha più canali e ponti di Venezia?

Passeggiando lungo i canali verrete sicuramente invasi da un tremendo dubbio: “perché le facciate delle case di Amsterdam sono inclinate?”.
Guardandole attentamente, noterete che nel punto più alto vi è un’asse che sporge verso l’esterno (spesso con un gancio rivolto verso il basso). Questa impalcatura fungeva da supporto per la “carrucola”. Le facciate sono inclinate per permettere un più agevole sollevamento (senza danneggiare le facciate stesse) di arredi e oggetti ingombranti che non sarebbero mai entrati per la porta d’ingresso.

I campi di tulipani nei pressi di Keukenhof

Fermatevi in uno dei numerosi chioschi sparsi per le vie di Amsterdam per uno spuntino veloce a base di aringa nostrana (servita ovviamente cruda in un panino o a pezzetti su un piattino).

Godetevi poi una birra in uno dei tipici bar che conservano ancora oggi gli arredi originali (non scordatevi che Amsterdam è la patria dell’Heineken). Aggiungete alla comanda una porzione di buonissime “bitterballen” (tipiche polpette a base di stufato di carne bovina, panate e fritte), accompagnate da mostarda locale.

In base all’ultimo censimento, 600.000 sono le biciclette attualmente presenti ad Amsterdam e il numero cresce in maniera esponenziale, ecco perché è anche chiamata la città delle biciclette. Noleggiatela in uno dei numerosi punti di raccolta rental-byke (circa € 7-8 al giorno o € 35-40 a settimana).

Amsterdam vanta l’unico mercato di fiori “fluttuante” al mondo: Bloemenmarkt, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00 sul canale Singel, tra Piazza Munt e Piazza Konings.

Ovviamente non potete rinunciare ad una passeggiata notturna nel quartiere a luci rosse, dove donnine in abiti succinti mettono in mostra la loro mercanzia. E’ d’obbligo anche una tappa al “Bulldog”, il più antico coffee shop di Amsterdam.

Dietro la stazione centrale dei treni, è possibile prendere un traghetto (gratuito) per raggiungere, sulla sponda opposta, l’eye film museum dall’architettura futuristica ed elemento fondamentale dello skyline di Amsterdam.

Strade di Amsterdam

Se siete amanti del caos, della festa e della baldoria, non perdetevi la festa più importante della nazione: la festa del re. Amsterdam si trasforma tingendosi completamente di arancione (colore dell’Olanda e dei suoi sovrani). Fiumi di gente riversa per le strade e su una miriade di barche che festeggiano a suon di musica e drink navigando per i canali. A completare l’opera si uniscono una miriade di bancarelle, mercatini e street food a volontà.

Quattro giorni sono più che sufficienti per visitare Amsterdam, se avete però qualche giorno in più, vi consiglio di godervi il parco dei “fiori a bulbo” più grande del monto, il parco di Keukenhof (appena fuori Amsterdam, aperto da marzo a maggio).
Molto interessante, come uscita fuori porta, anche la piccola cittadina di Delft, patria delle ceramiche decorate a mano. E’ possibile visitare le numerose fabbriche (la maggior parte gratuite) produttrici di questi capolavori dai toni cobalto. Diffidate dalle imitazioni (stampate anziché dipinte a mano), acquistate un pezzo originale dipinto a mano, o in alternativa, preferite qualcosa di neutro, total white.

Il consiglio che mi sento di darvi è quello di prenotare tutto con molto anticipo via internet, specialmente i biglietti dei musei, in modo da evitarvi chilometri di code che vi faranno perdere tempo prezioso.

 


15 cose da fare ad Amsterdam

  1. Visitare il Rijksmuseum
  2. Visitare il museo Van Gogh
  3. Visitare la casa di Anna Frank
  4. Visitare il mercato dei fiori (dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00)
  5. Visitare il mercato Albert Cuyp
  6. Visitare i mulini a vento di Zaanse Schans (Dalla stazione Amsterdam Centraal dovete prendere il treno per Uitgeest e scendere alla quarta fermata, Koog-Zaandijk. Tempo di percorrenza 29 minuti per una spesa di 4,60€. )
  7. Assaporare i buonissimi formaggi nostrani
  8. Mangiare l’aringa in uno dei chioschi sparsi per Amsterdam
  9. Assaggiare le bitterballen
  10. Noleggiare una bici per percorrere la città a due ruote
  11. Entrare almeno in un coffee shop (Il più antico e importante è il “Bulldog”)
  12. Visitare il quartiere a luci rosse (ovviamente di notte)
  13. Visitare Amsterdam durante la festa del sovrano
  14. Visitare il parco dei tulipani di Keukenhof (da Amsterdam centrale prendete  il treno per l’aeroporto di Schipol. Da Shipol c’è un bus dedicato n.858 diretto al parco di Keukenhof)
  15. Visitare la piccola cittadina di Delft, patria delle ceramiche decorate a mano (45 minuti di treno da Amsterdam centrale)

 


Nei dintorni di Amsterdam




Cordova, cuore rurale dell’Andalusia

Dal fascino prettamente arabo, Cordova (in spagnolo Cordoba) è oggi il cuore rurale dell’Andalusia. Gioiello architettonico e culturale, fu capitale dell’Impero Musulmano in Spagna; ogni angolo della città parla della sua storia e dei suoi numerosi cambiamenti politici e religiosi nel corso dei secoli.

Giunti a Cordova si è subito sopraffatti dalla bellezza imponente della Mezquita/Cattedrale (che è il cuore vero e proprio intorno al quale si sviluppa la città). La Moschea, oggi Cattedrale di Santa Maria Assunta, è circondata da una miriade di alberghi (anche a buon prezzo), da bar e ristoranti. All’interno vi sembrerà di essere in una vera e propria “foresta di colonne” (856 per l’esattezza, disposte su 23 mila metri quadrati). La sua costruzione risale al 785 per ordine dell’emiro Abd ar-Rahman I su un’antica chiesa visigota.

Porta del Ponte Romano

Dopo aver visitato la moschea, godetevi una passeggiata sul ponte romano che collega le sponde della città sul fiume Guadalquivir.

In una delle estremità del ponte romane è situata la Torre di Calahorra, oggi museo dedicato alle tre religioni Cristiana, Ebraica e Mussulmana.

Il quartiere ebraico (Judaria) di Cordova è sicuramente una tappa obblicata! Dall’architettura classica ebraica, il quartiere si sviluppa con stretti vicoli e palazzine basse attaccate l’una all’altra. Non dimenticatevi di entrate nella sinagoga (unica struttura ebraica in tutta l’Andalusia).

Anche il cibo tipico del luogo ha inevitabilmente subito l’influsso arabo caratterizzato da sapori “forti” e speziati. Fermatevi per una tapa in uno dei numerosi bar/ristoranti sparsi per la città. Tipica è la “tortilla de patatas” una frittata alta 10-15 cm che viene servita a fette.

Campanile della Mezquita

Campanile della Mezquita

Altra attrazione da non perdere è l’Alcazar De Los Reyes Cristianos cioè la Fortezza dei Re Cristiani un edificio imponente costruito nel 1327 per ospitare i “Re Cattolici” che giungevano a Cordova. Diventata poi sede dell’Inquisizione e, nella metà del ‘900, museo.

Si respira un’atmosfera da fiaba mediorientale percorrendo i giardini e le terrazze fiorite. Il passato di questo edificio riaffiora nell’architettura araba e nei mosaici conservati nelle stanze del palazzo.

Vi consiglio di spendere almeno 2-3 giorni per visitare e scoprire Cordova, ne vale veramente la pena.

 


8 cose da fare a Cordova

  1. Visitare la Mezquita/Cattedrale
  2. Visitare l’Alcazar dei Re Cristiani
  3. Visitare il ponte Romano sul fiume Guadalquivir
  4. Visitare la Torre di Calahorra
  5. Girare per i vicoli del quartiere Ebraico (la Juderia)
  6. Visitare la sinagoga nel quartiere Ebraico
  7. Buttare un occhio nei vari “patios” (i tipici cortili interni dei palazzi)
  8. Rilassarsi in un Hammam (io sono stato all’Al Andalus)

 


Nei dintorni di Cordova