Sognando la Repubblica Dominicana

Siete mai stati così fortunati da vincere qualcosa?

La tombola? Un gratta e vinci? Una schedina del lotto?
Per me che sono del team “mai-una-gioia” la risposta è scontata.

Salvo qualche rara vincita al Mercante in Fiera durante le feste natalizie a casa di zia Rossana, non ricordo di aver vinto gran che. E’ come se la dea bendata (essendo appunto “bendata”) mi abbia evitato come la peste.

Non ho mai perso le speranze e anche oggi ho deciso di mettermi in gioco con un nuovo contest per vincere un viaggio per due persone nella Repubblica Dominicana!

Si sa, in questi casi la mente vola… Cosa fareste voi vincendo questo viaggio? Cosa vi piacerebbe visitare? Siete “tipi da spiaggia” oppure “zaino in spalla” alla Pechino express?
Io ho le idee abbastanza chiare, la prima tappa sarebbe Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana nonché isola tra le più belle dei Caraibi. E’ una di quelle città che da sempre ha attirato la mia immaginazione per via dei suoi colori, della sua architettura coloniale e ovviamente per le spiagge che ti tolgono il fiato. La prima colonia spagnola del Nuovo Mondo è diventata oggi meta turistica d’eccellenza per chi è in cerca di relax, tranquillità e pace.

Santo Domingo vanta un gran numero di prodotti locali d’eccellenza, dal caffè ai liquore passando per la sottile arte dei sigari. Arrotolati con precisione maniacale e fatti rigorosamente a mano! Non è raro trovare lungo le strade principali, botteghe di artigiani che lavorano questi pregiati prodotti!

Ogni volta che mi trovo in una nuova località, la prima cosa che vado a visitare sono i “mercati”, è lì che vive la vera città, è lì che si trova la gente locale, i veri profumi e colori del posto. Andando a Santo Domingo ovviamente non potrei mai perdermi il  Mercado Modelo, uno dei più animati e frequentati della città (Ex mercato ortofrutticolo trasformato in mercato dell’artigianato).

Altra cosa che non mi perdo mai (e che di solito si trova in ogni grande città) sono i giardino botanici, l’esplorazione di ambienti chiusi e aperti tra piante a volte anche molto rare è sempre una gran bella esperienza. Per cui a Santo Domingo di sicuro non mi lascerei scappare una visita al Jardín Botánico Nacional!

Anche la Catedral Primada de América (la Prima Cattedrale delle Americhe), meriterebbe una sosta per ammirare la sua architettura gotica del 1500 in pietra calcarea.

Altra struttura, interamente costruita in pietra è l’Alcázar de Colón, un palazzo retto intorno al 1510 per Diego, figlio di Cristoforo Colombo, primo vice-re del Nuovo Mondo. L’imponente costruzione affaccia su Plaza de España, dove è possibile trovare un’ampia scelta di ristoranti all’aperto.

Ovviamente, un giro sul lungomare El Malecón (14 km) concluderebbe le mie giornate in questo posto magico!

Riassumendo, come partecipare e vincere un viaggio per due persone nella Repubblica Dominicana?

Partecipare è molto semplice, basta seguire questi semplici passi:
– Credere nella dea bendata!
– Avere tanta voglia di viaggiare ed esplorare nuove mete.
– Scegliere il giusto compagno di viaggio.
– Arrivare pronti con bagaglio e passaporto valido per la Repubblica Dominicana!
– E ovviamente iscriversi al contest compilando il form qui.

Io l’ho fatto e potete votarmi a questo link.

Non mi resta che augurarvi un grande in bocca al lupo!

SOGNANDO LA REPUBBLICA DOMINICANA




Messico: tour dello Yucatan, culla della civiltà Maya

Avete presente quel caldo torrido con un tasso d’umidità del 100% che ti toglie il fiato? E le acque cristalline di spiagge bianchissime da cartolina? Piramidi e torri Maya ne abbiamo? Bene indossiamo il sombrero, stappiamo una birra ghiacciata e partiamo per uno dei viaggi più avvincenti che abbia mai fatto.

Oggi vi porto in Messico e più precisamente nella penisola dello Yucatan, culla dell’antica civiltà Maya, ricca di storia, siti archeologici, cultura e incontaminate spiagge caraibiche (tra le più belle al mondo).

Il viaggio in aereo non è stato di certo uno dei migliori che ricordi, le ore sono molte (circa 11) e il volo charter non è tra i più confortevoli. Ricordo che in quel periodo (2010), il vulcano islandese Eyjafjöll con la sua eruzione aveva paralizzato il traffico aereo dell’intera europa.

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Pensando al Messico mi tornano in mente una serie di flashback che, come diapositive avanzano ad ogni battito di ciglia…
Ho visto gente che sembrava avere 60 anni ma in realtà ne aveva 30, ho visto la barriera corallina e l’unico tempio Maya costruito lungo la costa a strapiombo sul mare (Tulum). Ho visto gente preparare il caffè con la moca e usare una bombola ossidrica come fornello. Ho visto i mercati di frutta e verdura, di carne e pesce (ai nostri NAS sarebbero venuti i capelli bianchi). Ho fatto il bagno in laguna tra le mangrovie e mi sono tuffato in un “cenote” (piscine naturali formate dallo sprofondamento del suolo calcareo con piccoli bacini idrici nascosti). Ho mangiato i veri “burritos” e sorseggiato birre “Sol” ghiacciate, ho bevuto “margarita” e nuotato con le tartarughe. Ho conosciuto compagni di viaggio in gamba con cui sono ancora oggi in contatto. Perchè si sa, ogni viaggio ti lascia qualcosa dentro, che sia una serie di ricordi o di emozioni, di profumi o di sapori.

Questo è stato il mio tragitto alla scoperta dello Yucatan, un viaggio che rimarrà impresso nella mia mente come uno dei più belli di sempre.


Giorno 1: Roma Fiumicino > Cancun. 

Dopo 11 ore di volo l’unica cosa da fare è rilassarsi in un albergo in riva al mare oppure uscire a fare baldoria per i numerosissimi locali sparsi per la città. Il più famoso è il Coco Bongo arrivato all’apice della notorietà per essere stata la location del film The Mask. Cancun è divisa in due parti, la Ciudad Cancun dove vive la popolazione locale e la zona Hotelera che si estende nel mar dei Caraibi collegata alla terra da un lembo che forma una L rovesciata all’interno della quale rimane chiusa una splendida laguna blu.

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Giorno 2: Chichen Itza, Merida

Dopo una sana e meritata dormita siamo partiti presto da Cancun alla volta di Chichen Itza, sicuramente il sito Maya più conosciuto e visitato dell’intero Yucatan. La guida ci ha portato a spasso per la piana dell’antica città Maya, abbiamo visto il Castello dedicato al dio Kukulkan (la famosa piramide), l’osservatorio, il campo della Pelota ecc… Sembrava quasi di essere stati catapultati nel film Apocalypto (ma senza spargimenti di sangue).
Finito di visitare Chichen Itza ci siamo diretti verso Merida, una splendida città che ci ha fatto da base strategica per i successivi spostamenti.

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Giorno 3: Merida

Merida è una città dalle mille risorse e dai mille volti. Allegra e piena di vita, tra le sue strade è possibile trovare ogni sorta di merce (legale e non). La città è da sempre il fulcro commerciale della regione.
Abbiamo fatto un giro al Palacio de Gobernador, alla Cattedrale, e a Plaza Grande che di sera si anima con vivaci spettacoli di artisti di strada, ritmi caraibici, bancarelle e buon cibo.

In Messico c’è una vera e propria cultura del “cappello”, ce ne sono davvero di varie forme e colori, la maggior parte fatti a mano da abili artigiani del posto, che intrecciano paglia e fibre vegetali. Si va dal classico sombrero di paglia tutto colorato, al sombrero ricoperto di velluto e lustrini (per le cerimonie/feste).  Poi ci sono i tradizionali cappelli in Jipi (un tipo di palma dal Guatemala) chiamati “Panama”; più fina è la trama, più il cappello sarà pregiato. Ci vogliono all’incirca 2 settimane di lavoro per produrre un pregiato cappello Panama, la produzione di questi artigiani si svolge principalmente a Becal, pochi chilometri da Merida.

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Giorno 4: Uman, Uxmal, Santa Elena, Kabah

Di prima mattina ci siamo diretti a Uman per visitare uno dei più grandi ed importanti mercati di frutta, verdura, carne e pesce della zona. Una profusione di colori, odori e sapori unici nel loro genere. Frutta tropicale che non avevo mai visto e spezie piccanti preparate localmente sono stati la mia spesa/souvenir del giorno. Non sono mancate le trattative per accaparrarsi al miglior prezzo amache e sombreri intrecciati a mano.

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Abbiamo visitato poi le antiche rovine di Uxmal. Un progetto maestoso, uno spettacolare ambiente selvatico e piramidi e templi di pietra calcarea rosa rendono Uxmal una delle città antiche più pittoresche della regione. La parte centrale del sito archeologico è la Piramide dell’Indovino, dalla forma ovale è unica nel suo genere ed è la struttura più alta dell’intero sito.

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Lasciatoci il sito archeologico di Uxmal alle spalle abbiamo proseguito il tour andando a visitare una tipica casa rurale a Santa Elena. Il padrone di casa ci ha mostrato come intreccia manualmente le corde fatte con le fibre ricavate dalle foglie di agave (pianta molto pregiata e dalla quale viene estratta la Tequila). Nel frattempo la moglie preparava le famose Tortillas Messicane.
La capanna dove vivevano era molto piccola e composta da un unico ambiente con due pali al centro dove, durante la siesta e la notte vengono montate le amache.

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Abbiamo proseguito poi per l’ultima visita della giornata: le antiche rovine di Kabah. Kabah è il secondo sito più importante della regione dopo Uxmal. Nella lingua Maya, il suo nome sta a significare “Signore dalla mano forte e poderosa”, forse associato con la rappresentazione che c’è all’entrata del sito. Il Palazzo è l’edificio più grande del sito, esempio dell’inconfondibile stile Puuc caratterizzato da grandi complessi palaziali a pianta rettangolare, gruppi di colonne alternate a pannelli incorniciati, maschere di Chaac sulla facciata e mosaici di pietra quasi “barocchi”.

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Finito il tour si ritorna nuovamente a Merida per la notte.

 

Giorno 5: Celestun

Il quinto giorno ci siamo immersi nella riserva naturale di Celestun, dove i fenicotteri rosa sono più numerosi degli abitanti stessi. Celestún, che in maya yucateco significa “pietra dipinta”, è un tranquillo villaggio di pescatori che si trova a ovest di Mérida, lungo la costa dello stato dello Yucatán. Questa località ospita tratti isolati di magnifiche spiagge e palapas, piccoli ristorantini dal tipico tetto di foglie di palma. La Reserva de la Biósfera di Celestún è parte di un fragile ecosistema, al cui interno l’acqua dolce dei fiumi si mescola con l’acqua salata del Golfo del Messico, creando così un habitat perfetto per i fenicotteri e per tutti gli altri uccelli acquatici.
Non poteva mancare il bagno in laguna tra le mangrovie.

Siamo poi ritornati nuovamente a Merida per trascorrervi l’ultima notte.

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Giorno 6: Cobà, Tulum, Playa del Carmen

Abbiamo salutato la città di Merida molto presto per dirigerci verso il sito archeologico di Cobà, ancora in gran parte coperto dalla folta vegetazione della giungla. E’ difficile credere che una volta Coba sia stata una delle più importati città della civiltà Maya. Questa volta abbiamo girato tra le rovine a bordo di un risciò 🙂 una gran bella avventura!

Nella strada del ritorno ci siamo fermati per una rapida sosta in un cenote. Delle scalette di legno ci hanno portato nel sottosuolo tramite una stretta feritoia dove uno specchio di acqua cristallina si è aperto ai nostri occhi. L’ambiente era abbastanza buio, illuminato da piccole aperture del terreno e luci artificiali. Un pò inquietante ma un’esperienza mistica e bellissima. Si dice che i Maya venissero in questi luoghi per mettersi in contatto con le loro divinità.

Il tour continua con la visita all’ultimo sito archeologico, quello più bello e suggestivo, nonchè l’unico costruito dai Maya a strapiombo sul mare: Tulum.
L’edificio più importante di Tulum è senza dubbio El Castillo, situato nei pressi dell’approdo di una piccola insenatura che fungeva da porto. Purtroppo la sua posizione sulla costa ha fatto si che fosse la prima città Maya ad essere avvistata e invasa dagli spagnoli il 3 marzo del 1517.

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Il tour “culturale / archeologico”  si conclude con l’arrivo a Playa del Carmen dove abbiamo trascorso gli ultimi giorni del nostro soggiorno in Messico, tra spiagge bianchissime e freschi cocktail tropicali.

 

Giorni 7 Playa del carmen, Playa de Akumal

Playa del carmen è una meta prettamente turistica. Il mare è incantevole e le spiagge bianchissime proprio come nelle cartoline. E’ possibile prenotare in loco una marea di tour e visite guidate anche in lingua italiana. Noi abbiamo optato per la riserva naturale di Sian Ka’an e Punta Allen per l’indomani.

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Akumal che in lingua Maya vuol dire: Luogo delle Tartarughe, è la spiaggia dove vanno a riprodursi questi splendidi animali. E’ possibile fare attività quali snorkel e nuotare insieme alle tartarughe che qui vivono serenamente a stretto contatto con l’uomo.

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Giorno 8 Sian Ka’an, Punta Allen

La riserva della biosfera di Sian Ka’an ha un’area complessiva di 5280 kmq. E’ proprio qui che parte e si estende la seconda più grande barriera corallina al mondo dopo quella Australiana. Abbiamo fatto un bagno nelle “piscine naturali” dove la sabbia del fondale è di color rosa; si distinguono chiaramente piccoli frammenti rossi di corallo uniti a una sabbia finissima e bianchissima.

Ovviamente un pò di sano e tranquillo snorkel è d’obbligo!

 

Giorno 9 Cancun > Roma Fiumicino Aeroporto.

La traversata del ritorno è stata più veloce, in 9 ore eravamo a Roma Fiumicino (durante il ritorno gli aerei fanno una rotta differente dall’andata).

 

Il Messico è un gran paese, che va vissuto e non “visitato”.




Rio de Janeiro: dal Cristo Redentore al Pan di zucchero

Rio de Janeiro (Brasile) è una di quelle città che ti restano addosso come i vestiti bagnati sulla pelle quando piove. Dinamica, calda, affollata, non puoi limitarti a guardarla dall’obbiettivo di una macchina fotografica come un turista in una città qualunque. Rio de Janeiro è un’iniezione di adrenalina, è come una droga pesante che, una volta tornati a casa, ti fa sentire la sua astinenza e il bisogno di tornarci. Ti conquista in pochi minuti col suo fascino latino americano, la sua grandezza riempie l’intero campo visivo, dal Corcovado alle spiagge bianchissime di Copacabana, Ipanema e Leblon.

Rio de Janeiro ti riempie lo sguardo, le mani, i polmoni; non puoi essergli indifferente e devi viverla per capirla fino in fondo.

La cattedrale metropolitana di San Sebastiano.

Rio vanta delle spiagge bellissime che prendono nome dagli omonimi quartieri di Copacabana, Ipanema e Leblon (i più famosi).

Ogni spiaggia ha un marciapiede con propri decori bianchi e neri mosaicati, così da sapere sempre in che zona ci si trova.

Copacabana racchiude in se un passato glamour legato però ad un futuro demodè. Negli anni ’50 era il posto più cool di Rio, la spiaggia sempre affollata da vip. Ogni carioca (abitante di Rio) sognava un giorno di possedere una casa in questo quartiere.

Ipanema confina con Copacabana ed è sicuramente il quartiere più elegante della zona sud di Rio.

Dal lungomare di Ipanema, si raggiunge facilmente a piedi quello di Leblon, quartiere più tranquillo rispetto agli altri due. Il quartiere di Leblon, infatti, è conosciuto principalmente per i suoi ristoranti chic e i club aperti fino all’alba. Questo è il quartiere più esclusivo dove sfarzose ville e mega appartamenti ospitano vip e persone facoltose.

Uno degli scenari più incantevoli che si è aperto ai miei occhi percorrendo il grande viale che delimita la spiaggia di Ipanema in direzione Leblon,  è stato senza dubbio al tramonto; il sole muore nell’oceano mentre la favela di Vidigal si accende piano piano, luce dopo luce, di fronte a questo spettacolo.

Vista sulla favela di Santa Marta

Vista sulla favela di Santa Marta, a ridosso del monte Corcovado

A Rio sono state censite ufficialmente tra le 600 e le 700 favelas. Queste sono tra loro fisicamente molto diverse, ognuna con una sua storia che la distingue in termini sociali, culturali ed etnografici. Rocinha è la più grande favela dell’America Latina, con i suoi 300.000 residenti. E’ ovviamente sconsigliato visitare le favelas da soli, ci sono dei tour organizzati prenotabili in loco.

Il giardino botanico vi lascerà davvero sbigottiti. I fiori profumati e i giardini lussureggianti vi attireranno come calamite allo sportello di un frigo. Sembra un vero e proprio “eden” che si estende ai piedi del monte Corcovado, offrendo momenti di tranquillità e relax per staccare la spina e godersi in pieno la natura.

Vista dal Pan di Zucchero

Un quartiere che vi consiglio di vistare è quello di Lapa, il più “ritmato” di Rio. I suoni di sampa, forrò e choro scandiscono il tempo della vita notturna nel nord-ovest della città. Negozi vintage e bar sono l’attrazione principale durante il giorno ma al tramonto le vie di Lapa si popolano di vita. Visitate la scalinata Selaròn ricoperta di maioliche colorate, che porta al cuore pulsante di Lapa: l’acquedotto coloniale.

Immancabile è ovviamente la visita al Cristo Redentore (le file per accedervi sono molto lunghe e buona parte sotto il sole cocente, per cui munitevi di ombrello, acqua e cappello).

Altra tappa fondamentale è l’ascesa al monte Pan di zucchero, così chiamato perchè somiglia alla forma conica assunta dai cumuli di zucchero durante le fasi della sua fabbricazione tradizionale. Dal 1913 la cima del Pan di Zucchero è raggiungibile tramite una funivia che parte a nord del colle di fronte alla piazza General Tiburcio e si divide in due tratti, il primo fino ai 215 metri del Morro da Urca ed il secondo tratto fino alla cima del Pan di Zucchero.  La funivia è aperta dalle 8 alle 22 e parte ogni 30 minuti. Da lassù si apprezza una vista mozzafiato sull’intera città.

I tipici ristoranti brasiliani sono chiamati Churrascherie e servono carni di qualità in spiedi giganti, della serie “all you can eat” verrete continuamente serviti con ogni prelibatezza ad un prezzo fisso. La frutta come avocado, mango, papaia, cocco, frutto della passione ha un sapore molto più buono rispetto a quelli che arrivano da noi in Italia (il tutto a prezzi molto convenienti). Altro piatto tipico è la Feijoada, una zuppa di fagioli neri arricchita con salsiccia locale e spezie.

Il periodo migliore per visitare Rio de Janeiro va da dicembre a febbraio (estate piena). Tenete comunque in considerazione che, essendo un clima tropicale, sono molto frequenti gli acquazzoni pomeridiani (durano poco ma sono una costante). Le temperature superano a volte i 40°C e il tasso di umidità è altissimo.

Rio va vissuta on the beach. Se siete tipi sportivi, come la maggior parte dei carioca, prediligerete una soggiorno “fit” fatto prevalentemente di giornate al mare, frutta tropicale, corsetta pomeridiana, churrasco per cena e vita nottura per locali e clubs nelle zone di Ipanema e Leblon. 

Ultime raccomandazioni: quando andate in spiaggia portate con voi solo lo stretto indispensabile: crema solare, asciugamano e pochi soldi (giusto per prendere qualcosa di fresco da bere nei chioschetti lungomare). Lasciate in albergo in cassaforte tutto il resto (cellulari, portafogli, occhiali da sole griffati e tutto ciò che potrebbe attirare l’attenzione dei mal intenzionati). Rio è una città frenetica per cui guardatevi bene le spalle cercando di godervela al meglio.

 


15 cose da fare a Rio de Janeiro

  1. Visitare il Corcovado, sede del Cristo redentore
  2. Visitare il Giardino botanico (Jardim Botânico)
  3. Prendere la funicolare e godersi la vista di Rio dal Pan di zucchero (Pao de acucar)
  4. Visitare lo stadio Maracanà
  5. Visitare la modernissima cattedrale metropolitana di San Sebastiano nel centro storico
  6. Visitare il quartiere di Lapa – nei weekend dopo il tramonto la zona acquedotto si riempie di gente
  7. Visitare il lungomare di Copacabana
  8. Visitare il lungomare di Ipanema
  9. Visitare il lungomare di Leblon
  10. Mangiare in una Churrascheria le buonissime carni nostrane (io sono stato al Porcão)
  11. Gustare una caipirinha (cocktail tipico brasiliano) in riva al mare
  12. Visitare il parco nazionale Tijuca
  13. Visitare il mercato Fiera Nordestina
  14. Visitare il Sambodromo (viale dove sfilano i carri del carnevale)
  15. Tenersi in allenamento facendo jogging lungomare

 


Nei dintorni di Rio de Janeiro




Tel Aviv, una città tutta da scoprire

E’ ora di sfaldare qualche mito (non troppo positivo) che aleggia troppo pesantemente sullo stato israeliano. Partirò dicendovi che sicuramente non sarà un viaggio semplicissimo (tecnicamente parlando), dopotutto si va a visitare una civiltà completamente diversa dalla nostra per usi, costumi ecc…

Le spiagge di Tel Aviv

Le spiagge di Tel Aviv

Le statistiche parlano chiaro, la compagnia aerea di bandiera (El Al Airline) che è la più sicura al mondo; preparatevi però ad un vero e proprio interrogatorio prima della partenza e a un possibile controllo molto approfondito al ritorno in Italia (nel mio caso, oltre ad avermi aperto e controllato qualsiasi cosa nella valigia, sono stato perquisito da testa a piedi nei camerini con agenti addetti al controllo). Se viaggiate da soli non passerete di certo inosservati, la maggior parte delle persone che si reca in Israele infatti, lo fa con viaggi organizzati (tour operator o parrocchie).

Giaffa è la parte più antica di Tel Aviv, ed è lì che troverete le vere radici di questa città che ha compiuto nel 2009 i suoi primi 100 anni.

Piazza Dizengoff

Piazza Dizengoff

Forti sono i contrasti sociali, moderni i grattacieli che svettano fieri sulla città ma, basta girare l’angolo per trovarsi di fronte case e strutture fatiscenti, degradate e decadenti. Non è raro incontrare per strada militari, ragazzi e ragazze bellissimi, con Kalashnikov in spalla.

La vita notturna è abbastanza frenetica, Tel Aviv è una di quelle città che “non dorme mai”!

 


10 cose da fare a Tel Aviv

  1. Visitare il mercato gastronomico all’aperto Carmel Market (chiuso la domenica)
  2. Visitare la vecchia Giaffa (yafo)
  3. Visitare il mercato degli artisti Nahalat Binyamin Market (giovedì e venerdì)
  4. Noleggiare una bicicletta e percorrere le numerose piste ciclabili in riva al mare (Tayelet)
  5. Fare shopping al Dizengoff Center
  6. Godersi le spiagge di sabbia finissima
  7. Fare due passi nei pressi del porto
  8. Bere il tipico tè israeliano e mangiare felafel, hummus e piatti della tradizione locale
  9. Godersi un gelato in totale relax a Neve Tzedek
  10. Visitare il museo d’arte di Tel Aviv

 


Info utili

  • Visto: non  richiesto per soggiorni con durata fino a 90 giorni.
  • Passaporto: necessario con validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso.
  • Vaccinazioni: nessuna obbligatoria

 


Nei dintorni di Tel Aviv