Gubbio Food Experience

Cene evento

nel centro storico di Gubbio

Per avere una vaga idea di cosa sia la Gubbio Food Experience mettete insieme 4 talentuosi chef, delle location itineranti da urlo, una spruzzatina di luci soffuse, live music e una manciata di bella gente!
Questi gli ingredienti perfetti per realizzare una cena evento in pieno stile Eugubino!

Giovedì 26 luglio 2018, Corso Garibaldi è diventato la cornice perfetta per il 3° appuntamento della Gubbio Food Experience. I quattro chef, per questa occasione, hanno esteso la collaborazione al bartender Aljosja Battistelli del Billopoto Loung Bar (a mio avviso una preziosissima aggiunta)!

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Gli Chef

e le loro cucine

Queste le 4 menti dietro ai piatti a base di pesce presentati durante la cena. Un menù che non ha deluso le aspettative dei commensali. Gli chef hanno puntato alto e si sono contraddistinti sicuramente per originalità e abbinamenti stravaganti. Il menù prevedeva:

  • Cornetto salato con mousse di crostacei
  • Cubi di ricciola marinati al Tosazu con asparagi, lattuga di mare e granita agli agrumi – Chef Daniele Cernicchi, Cucina 89
  • Triglia tiepida su streusel salato e gelatina di Blue Curaçao – Chef Giacomo Ramacci, Officina dei Sapori
  • Raviolo aperto di molluschi, fondo di crostacei e capesante al burro – Chef Alessio Manucci, Dulcis in fundo
  • Polpo di Dakhla su crema di arachidi, spugna all’alga spirulina, gocce di maionese all’acqua di polpo e semisfera di cocomero – Chef Roberta Picchi, Locanda del Duca
  • Sorbetto al riccio di mare

La preparazione che sicuramente ha incuriosito di più è stata il Sorbetto al Riccio di Mare, non capita tutti i giorni di assaggiare un sorbetto dove si senta il mare! 

Ad intrattenere i commensali nella cena d’eccezione è stata la leggiadria delle ballerine della Scuola di Danza Città di Gubbio, dirette da Silvia Menichetti.

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Bartender

Cocktail originali dal sapore vintage

Lui è Aljosja Battistelli, titolare del Billopoto Loung Bar e talentuoso Bartender! Sicuramente l’anello che ha completato il cerchio di questo bellissimo viaggio gastronomico della Gubbio Food Experience!

Le portate preparate dai 4 chef sono state abbinate ognuna da un cocktail differente. Abbinamenti studiati e pensati da Aljosja per completare il piatto senza sovrastarlo con gli aromi e i sapori dei cocktail scelti:

  • Fresh
  • Gin Tonic su Ice Ball e lavanda
  • London Mure con scaglie di zenzero
  • Sloe Gin

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Il prossimo appuntamento

Giovedì 4 Ottobre 2018

La prossima Gubbio Food Experience vi aspetta il giorno 4 Ottobre all’Officina dei Sapori, Gubbio.

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Torta di Pasqua Umbra

La Torta di Pasqua al formaggio, è buona tutto l’anno!

La torta di Pasqua è tipica della cucina del centro Italia (Umbria-Marche) e le sue origini affondano nella cultura contadina.

Secondo la tradizione religiosa la torta di Pasqua dovrebbe essere preparata il Giovedì o il Venerdì santo per poter essere mangiata solo a Pasqua, terminato, cioè, il periodo di digiuno e di astinenza dettato dalla quaresima.

Una volta pronta, poi, si era soliti portare la torta di Pasqua in chiesa, affinché venisse benedetta assieme agli altri cibi da consumarsi il giorno di Pasqua.
La particolarità di questo prodotto è la forma a “panettone”, data dallo stampo particolare in cui si fa lievitare e poi cuocere in forno: originariamente in coccio, oggi in alluminio, esso presenta una forma svasata.



Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di riposo: 2 ore

Tempo di cottura: 60 minuti

Dosi per: 3 torte al formaggio medie

 

Ingredienti
12 uova
1,25 Kg di farina
250 gr di Strutto
1/2 bicchiere di olio evo
1 bicchiere di latte
150 gr di lievito di birra
30 gr di sale
1 cucchiaio di pepe nero macinato
100 gr di pecorino romano grattugiato
200 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di groviera
100 gr di pecorino
100 gr di parmigiano

  1. Per preparare la torta di Pasqua al formaggio Umbra, sbattiamo le uova in una ciotola e mettiamo da parte.
  2. In un’altra ciotola amalgamiamo la farina, il lievito sciolto nel latte tiepido e il sale. Poi aggiungiamo lo strutto e l’olio.
  3. Mescoliamo e aggiungiamo le uova ed i formaggi grattugiati.
  4. In ultimo aggiungiamo i formaggi tagliati a cubetti da 1-2 cm.
  5. Amalgamiamo molto bene fino ad ottenere un impasto elastico che si stacca dalle pareti della ciotola.
  6. Dividendolo l’impasto in 3 e adagiamolo negli stampi ben imburrati.
  7. Facciamo riposare in un luogo riparato e caldo per un paio d’ore o finché il l’impasto non raggiunge il bordo dello stampo.
  8. Inforniamo a forno statico ben caldo a 200°C per almeno un’ora (se la torta al formaggio prende troppo colore, abbassiamo il forno a 190°C).
  9. Sforniamo e lasciamo intiepidire la torta al formaggio prima di levarla dallo stampo.



Consigli:  La torta di Pasqua al formaggio Umbra, può essere conservate a temperatura ambiente per 5-6.

 




Ciaramicola Umbra

La Ciaramicola: coloratissima e buonissima!

E’ inutile dire che, le ricette regionali, ognuno le fa un po’ come gli pare… Ogni famiglia ha la sua ricetta “collaudata” ed è sicuramente più buona di quella del vicino… Ma il bello secondo me è anche quello, lo scambio di consigli, di “ingredienti segreti” e l’amore che da secoli ci lega alla tradizione culinaria delle nostre terre.
Oggi prepariamo la Ciaramicola, un dolce tipicamente Umbro (Perugia e dintorni), caratterizzata da un colore fuxia acceso (donatogli dall’ingrediente principale: Alchermes) e da una meringa croccante esternamente ma soffice al centro.
Si narra che la Ciaramicola fosse il dolce che le promesse spose regalavano al futuro marito in occasione della Pasqua! Ovviamente, questa usanza si è persa col tempo, ma è rimasta la  tradizione di mangiare questo dolce durante il periodo pasquale.

La forma originale è un anello con una croce in mezzo (che simboleggia IV Novembre) e 5 protuberanze (che rappresentano le 5 porte di Perugia)

I colori che compaiono sul dolce fanno riferimento ai rioni e allo stemma di Perugia, con il rosso dell’alchermes e il bianco della meringa. Le risorse e i frutti di questa terra, invece, sono evocati dai colori giallo, verde e azzurro dei confettini. Secondo alcuni studiosi, il colore rosso dell’impasto è inoltre simbolo del sangue di Cristo e della sua Passione.

Rosso come il rione di Porta S. Angelo dalla cui porta entrava la legna per i fuochi.
Bianco come il rione di Porta Sole dove l’astro si specchiava tra i marmi e i travertini della Terra Vecchia.
Blu come il rione di Porta Susanna la cui porta conduce all’azzurro del lago perugino lungo la via Trasimena.
Verde come il rione di Porta Eburnea teso verso i boschi e le vigne che colmavano la valle ad essa prospiciente.
Giallo come il rione di Porta S.Pietro dalla cui porta entrava il biondo grano alimento principe di tutte le tavole.”



Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Dosi per: 1 ciaramicola

Ingredienti per la base
400 gr di farina 00
3 uova
125 gr di strutto (o burro)
200 gr di zucchero
1 bustina di lievito per dolci (16gr)
scorza di 1 limone
125 ml di liquore Alchermes

Ingredienti per la meringa
100 gr di albumi (circa 2 uova)
200 gr di zucchero
2-3 gocce di succo di limone

Ingredienti per la guarnizione
codette colorate q.b.


Preparazione della Ciaramicola

  1. Per preparare la Ciaramicola umbra, sbattiamo le uova insieme allo zucchero con una frusta.
  2. Aggiungiamo la farina setacciata, il lievito, lo strutto, la scorza grattugiata di un limone e l’Alchermes.
  3. Amalgamiamo il tutto con una spatola.
  4. Imburriamo uno stampo da ciambella e versiamo dentro l’impasto, livelliamo con la spatola.
  5. Inforniamo in forno statico preriscaldato a 160°C per 40 minuti.
  6. Sforniamo e lasciamo intiepidire.

Preparazione della meringa

  1. La meringa andrà montata a bagnomaria per cui poniamo sul fornello una pentola con 2-3 dita di acqua.
  2. Adagiamo sopra una ciotola con gli albumi e iniziamo a montare con una frusta elettrica.
  3. Aggiungiamo gradualmente lo zucchero semolato e le gocce di limone.
  4. Continuiamo a montare finchè lo zucchero non si sarà completamente sciolto e otterremo una meringa lucida e soffice (almeno 10 minuti).

Assemblamento della Ciaramicola 

  1. Smodelliamo la Ciaramicola ancora tiepida e ricopriamola di meringa.
  2. Aggiungiamo una spolverata di codette colorate e poniamo in forno a 90°C per 15-20 minuti così da far asciugare la meringa.
  3. Sforniamo e lasciamo freddare completamente prima di servire.



Consigli:  La Ciaramicola Umbra può essere conservate a temperatura ambiente per 5-6 giorni in un contenitore a chiusura ermetica.

 




Ottobre Trevano, tra sedano nero e olio nuovo

Antichi sapori e sfide Medievali…in due parole: Ottobre Trevano!

Sicuramente il periodo migliore, che vi consiglierei, per venire a visitare l’Umbria e i suoi “tesori gastronomici” è il mese di Ottobre.

E’ ad Ottobre, infatti, che si svolge l’annuale festa chiamata “Ottobre Trevano”, un mese all’insegna di suggestivi e colorati mercati, concerti, rievocazioni storiche, mostre, taverne etc il tutto nella cornice del suggestivo paese di Trevi circondato da distese sterminate di verdissimi ulivi.

Tutti questi eventi, fanno da contorno a quello che è il fulcro vero e proprio del calendario Trevano: il palio dei Terzieri.


Il palio dei Terzieri

E’ una corsa a tempo con un antico carro di legno che parte da “Porta Nuova” al terzo rintocco di campana della torre. Il percorso si snoda poi lungo le antiche mura fino alla Piazza del Comune dove la Mora (busto di legno raffigurante una donna) attende che il “Bàlio” (colui al quale viene affidato l’atto conclusivo della staffetta) le  strappi la chiave dalla mano destra per aprire la porta della torre e dare il tocco di campana. Per ogni Terziere gareggiano venti giovani, uno traina e gli altri spingono il carro (del peso di 430 kg.). La vittoria viene assegnata a chi nel minor tempo avrà concluso il percorso con il minor numero di irregolarità.


Il sedano nero

E’ ad Ottobre che viene colto il sedano nero, così denominato perchè fasciato/coperto e talvolta interrato parzialmente per mantenere intatto il colore verde intenso tipico del “sedano nero di Tervi”. E’ dunque un sedano che “cresce al buio”.

Rispetto al comune sedano che troviamo in commercio, il sedano nero può raggiungere una lunghezza di 1mt; è caratterizzato da coste senza fili di colore verde intenso. La sua produzione è ormai diventata limitatissima, viene coltivato sull’argilloso e fertile terreno che si estende tra il borgo e il fiume Clitunno.


Il mercato del sedano nero

Il terzo sabato e domenica di Ottobre un vivace mercato medievale colora la piazza centrale e le vie del centro storico. Coltivatori ed espositori locali saranno lieti di farvi assaggiare le prelibatezze gastronomiche locali.

Una grande “salsicciata” alla brace nel centro della piazza allieterà il vostro olfatto e papille gustative! Viene proposto anche il crostone di pane con pesto di sedano nero, una vera prelibatezza!




Zuppa di ceci

L’inverno sta pian pianino sfumando e un po’ mi dispiace… per me inverno vuol dire camino acceso, coperte di lana, cioccolata calda nonché minestre e zuppe calde… dato che siamo ancora nella “comfort-zone” possiamo permetterci tutto ciò per cui oggi prepariamo insieme la zuppa di ceci!  I ceci sono legumi molto energetici, contengono moltissime sostanze fondamentali per il benessere dell’organismo, dalle proteine vegetali alle fibre, alla vitamina C e ad alcune vitamine del gruppo B, oltre a minerali e acidi grassi polinsaturi. Insomma un’esplosione di energie!



Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 1 ora (+ tempo di cottura ceci)

Dosi per: 6 persone

Ingredienti 
250 gr di ceci secchi (o 500 gr di ceci precotti)
3 cucchiai di olio evo
2 carote medie
2 coste di sedano
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
1 lattina di pomodori a pezzetti
1 lt di brodo vegetale
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale e pepe q.b.


  1. Per preparare la zuppa di ceci mettiamo i ceci secchi in ammollo la sera precedente. Trascorse 12 ore, scoliamoli e sciacquiamoli. Poniamoli in una grande pentola e copriamo con abbondante acqua fredda. Chiudiamo il coperchio e lasciamo cuocere a fiamma dolce per 2-3 ore finché non saranno morbidi ma compatti. Nel caso in cui usassimo ceci precotti possiamo saltare questo passaggio.
  2. In un’altra casseruola versiamo 3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva e accendiamo il fornello a fiamma bassa. Mentre l’olio si scalda, tritiamo finemente carote,sedano,cipolla e aglio. Versiamo il trito di odori nella casseruola e facciamo soffriggere a fiamma bassa 5-8 minuti.
  3. Scoliamo i ceci e versiamoli nella casseruola con il soffritto di odori. Aggiungiamo il pomodoro a pezzetti, il brodo, il rametto di rosmarino e il concentrato di pomodoro (se la zuppa vi piace molto brodosa, aumentare la dose del brodo).
  4. Saliamo, pepiamo e mescoliamo bene, chiudiamo il coperchio e lasciamo cuocere a fiamma bassa per almeno 1 ora (o finché i ceci non raggiungono la consistenza desiderata). Girare di tanto in tanto.
  5. Mentre la zuppa di ceci si cuoce, tostiamo qualche fetta di pane da servire con la zuppa.
  6. Impiattiamo la zuppa di lenticchie con un filo di olio extravergine d’oliva.



Consigli: La zuppa di ceci può essere conservata in frigorifero per 3-4 giorni in un contenitore con coperchio a chiusura ermetica.


Concorso: Rispondete alla domanda: “Cosa ami della divisa di uno chef in cucina?”. Tra tutti i commenti pervenuti entro il 31 marzo 2016, Siggi e Fuudly.com (nuova piattaforma social dedicata tutta al food) selezioneranno n°3 fortunati lettori a cui inviare un kit da cucina dell’esclusiva collezione MasterChef firmata Siggi.

 




Assisi Food Truck Festival & Village 2015

Il buon cibo su quattro ruote!


Vi confesso che ho un vero e proprio debole per lo Street Food. Tutti saprete di cosa sto parlando e per chi ancora non si fosse aggiornato può partire proprio dai termini che lo compongono, Street (strada) e Food (cibo).
Il cibo da strada, infatti, sta riprendendo piede in questi ultimi anni grazie ai molteplici programmi televisivi, ai social network e ai blogger che ne parlano sempre benissimo. L’arte dello street food si basa su due semplici concetti: poche proposte, massima qualità. E’ proprio questo che lo caratterizza, un menù semplice con 4-5 proposte per rendere “easy” la scelta del cliente, si punta quindi tutto sulla qualità degli ingredienti e del piatto finale.
Pizza, panini, fritto, carne alla brace, gnocchi, porchetta, hamburger, cupcake e ogni prelibatezza fanno da padroni.

 

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Assisi Food Truck Festival & Village 2015


Dall’11 al 13 settembre 2015, è approdato qui in Umbria il Food Truck Festival & Village con Street food, musica dal vivo, cooking show e dibattiti. Per intenderci, una tre giorni di ruote e fiamme per i palati più esigenti dove è stato alla fine eletto il migliore food-truck dell’evento (Nina la Roulette).

E’ stato un vero e proprio viaggio alla scoperta del buon cibo e della buona musica attraverso i curatissimi truck disposti lungo l’area adibita (Lyrick di Santa Maria degli Angeli). Un weekend all’insegna dello stare insieme con dell’ottimo cibo davanti ad una fantastica vista sulla rocca di Assisi, così suggestiva di giorno quanto di notte.

Ma parliamo di cifre. Oltre 20 mila le presenze accorse al Festival per assaggiare le migliori specialità di finger food. Oltre 20 i track coinvolti nell’iniziativa.

 

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I burger di Family Food mi hanno lasciato senza parole! Originali, stravaganti e buonissimi! I ragazzi che gestiscono il truck hanno proposto panini al carbone vegetale (geniali)!

 

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Sono stato poi conquistato dai buonissimi cupcake di carcake, unico truck dedicato esclusivamente ai dolci. Proposte originali come cupcake red-velvet, bomboloni ripieni e tiramisù fatto al momento. I due ragazzi di Terni, che gestiscono il truck, sono simpaticissimi e si vede nei loro occhi la gioia di aver realizzato questo sogno.

In definitiva, non vedo l’ora che arrivi la prossima edizione! buon Street Food a tutti!




La piana di Castelluccio, una tavolozza di colori tra i monti Sibillini

Nella piana di Castelluccio a quota 1452 metri, durante il periodo estivo (e più precisamente verso la fine di Giugno), assistiamo a quella che viene chiamata la fioritura.
La piana si trasforma in una vera e propria tavolozza di colori dal giallo al rosso, dal viola al turchese.

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Il momento migliore o peggiore per assistere alla fioritura è impossibile da stabilire con precisione e varia di anno in anno. In base alle previsioni, viene deciso convenzionalmente un giorno che coincide con la “Festa della Fioritura” (quest’anno domenica 28 giugno 2015).

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In base al periodo avremo più o meno specie con più o meno colori. E’ possibile ammirare lenticchie, genzianelle, papaveri, narcisi, violette, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e molte altre ancora.
Tutto ciò dipende da vari fattori climatici (esposizione al sole, pioggia ecc).

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Non vi sfuggirà di certo la silouette dell’italia fatta con gli alberi sulla costa del monte.
In loco è possibile fare un giro nell’area della piana, a cavallo o su calesse.

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Questo è lo spettacolo che si è aperto ai miei occhi quest’anno durante la mia visita a Castelluccio. Una predominanza di giallo con qualche sprazzo di rosso qua e là.

Il paese (dal quale prende il nome la piana) è molto carino e non molto distante da Norcia. Passeggiando fra i vicoli del paese finirete su diverse terrazze a strapiombo sulla piana.

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Ovviamente in questi spazi così vasti e sconfinati non potevo non portare la mia piccola Milady a respirare un pò d’aria pura di montagna.
Se state pensando di visitare l’Umbria non dimenticatevi di inserire Castelluccio di Norcia nel vostro itinerario.

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Pampepato Ternano

Il Pampepato (o panpepato) è il re indiscusso sulle tavole natalizie nel territorio dell’Umbria meridionale, più precisamente di Terni e dintorni (dove sono nato e cresciuto).
Il Pampepato deve il suo nome all’ingrediente che lo rende così caratteristico e dal gusto intenso: il pepe nero macinato.
Non esiste una vera e propria “ricetta ufficiale” ed ogni famiglia lo prepara a proprio gusto, aumentando o diminuendo la dose delle spezie e della frutta secca/candita; questa è la ricetta di casa Zaccaro.


Tempo di preparazione: 40 minuti

Tempo di cottura: 15-20 minuti

Dosi per: 18 pampepati

 

Ingredienti 
1 kg di noci sgusciate
600 gr di mandorle
600 gr di nocciole
100 gr di pinoli
300 gr di uvetta
800 gr di cioccolato fondente (almeno al 70%)
750 gr di miele
40 gr di cacao dolce
40 gr di cacao amaro
1-2 cucchiaini di pepe nero macinato
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di noce moscata
3 tazzine di caffè espresso
1 bicchierino di Sambuca
1 tazza di zucchero
1 tazza di farina
scorza grattugiata di 1 arancio
scorza grattugiata di 1 limone
125 gr di frutta candita


  1. Per prima cosa mettiamo in ammollo l’uvetta nel sambuca qualche ora prima (meglio se la notte precedente). Successivamente sciogliamo separatamente a bagnomaria sia il miele che la cioccolata tagliata a pezzetti.
  2. In una grande ciotola poniamo noci, nocciole, mandorle, pinoli, uvetta con sambuca, frutta candita, cacao amaro, cacao dolce, pepe, cannella, noce moscata, scorza grattugiata dell’arancio e del limone. Mescoliamo energicamente.
  3. A questo punto aggiungiamo dapprima il cioccolato sciolto e poi il miele.
  4. Mescoliamo il tutto energicamente aggiungendo a filo zucchero e caffè.
  5. Aggiungiamo la farina e con l’aiuto di un imbuto formiamo delle semisfere, poniamole su una teglia foderata di carta forno.
  6. Inforniamo a forno statico pre riscaldato a 180°C per almeno 15-20 minuti.
  7. Lasciamo raffreddare completamente. I pampepati sono pronti e possono essere consumati subito o conservati (coperti da uno strato di carta forno e uno di carta alluminio) per 3-4 settimane.



Consigli: Il pampepato può diventare una perfetta idea regalo sotto le feste natalizie, per amici e parenti.


Consigli per gli acquisti: Macina caffè vintage + telo rigato rosso acquistati su Broc&White. Piatto della linea Hybrid by Seletti.

 




Zuppa di lenticchie

Avete presente quando in un particolare periodo si va in fissa con una determinata pietanza?!? ecco questo è il mio “periodo lenticchie”!
Lenticchie, lenticchie, lenticchie… I legumi in generale fanno davvero molto bene in quanto ricchi di minerali e vitamine, andrebbero mangiati almeno una volta a settimana.
A differenza degli altri legumi secchi (come fagioli e ceci), le lenticchie non necessitano di esser messe in ammollo prima di essere cotte (basterà, infatti, sciacquarle sotto acqua corrente e cucinarle come più ci piace).
Dato che vivo in Umbria non potevo non usare le lenticchie di Colfiorito.



Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 1 ora e 30 minuti

Tempo di riposo: 2 ore

Dosi per: 6 persone

 

Ingredienti 
500 gr di lenticchie bio
3 cucchiai di olio evo
2 carote medie
2 coste di sedano
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
1 lattina di pomodori a pezzetti
2 bicchieri di salsa di pomodoro
2 bicchieri di brodo vegetale
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale e pepe q.b.


  1. Iniziare la preparazione sciacquando accuratamente le lenticchie sotto acqua corrente. Successivamente poniamole in una capiente pentola e copriamo con acqua fredda.
    Mettiamo sul fornello e portiamo ad ebollizione. Dal momento dell’ebollizione impostiamo il timer a 30 minuti (questo il tempo sufficiente per lessare le lenticchie).
  2. In un’altra casseruola versiamo 3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva e accendere il fornello a fiamma bassa. Mentre l’olio si scalda, tritiamo finemente carote,sedano,scalogno e aglio. Versiamo il trito di odori nella casseruola e facciamo soffriggere a fiamma bassa 5-8 minuti.
  3. Scoliamo le lenticchie e versiamole nella casseruola con il soffritto di odori. Aggiungiamo il pomodoro a pezzetti, la salsa di pomodoro, il brodo e il concentrato di pomodoro (se la zuppa vi piace molto brodosa, aumentare la dose del brodo).
  4. Saliamo, pepiamo e mescoliamo bene, chiudiamo il coperchio e lasciamo cuocere a fiamma bassa per 40-50 minuti (o finché le lenticchie non raggiungono la consistenza desiderata). Girare di tanto in tanto.
  5. Mentre la zuppa di lenticchie si cuoce, possiamo preparare dei crostini mettendo a scaldare in una grande padella 2-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Tagliamo il pane a fette erte 2 cm e poi tagliamole a cubetti. Facciamo rosolare saltando i cubetti nell’olio caldo, aggiungiamo sale e origano.
  6. Impiattiamo la zuppa di lenticchie con un filo di olio extravergine d’oliva e una manciata di crostini di pane.



Consigli: La zuppa di lenticchie può essere conservata in frigorifero per 3-4 giorni in un contenitore con coperchio a chiusura ermetica.


Consigli per gli acquisti: I prodotti utilizzati per presentare questa ricetta sono della linea Estetico Quotidiano di Seletti e sono acquistabili ad un prezzo speciale e per breve periodo di tempo su Dalani.it