Rione Sanità, la Montparnasse di Napoli

image_pdfimage_print

Il Rione Sanità, tra ossari, catacombe e palazzi del ‘700…

Il Rione Sanità, è senza ombra di dubbio uno dei quartieri popolari più colorati e vivi del centro storico di Napoli.

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad una vera e propria “rinascita” di quello che un tempo fu uno dei quartieri più pericolosi e violenti della città.

Caratterizzato da allegri mercati lungo le strade, case fatiscenti e vicoli stretti dove panni stesi decorano le facciate dei palazzi. E’ un concentrato di bellezze, monumenti e siti archeologici da scoprire.

Come molti sapranno, Napoli è una città che va letta “in verticale”. E’ uno degli esempio più caratteristici di città in cui la storia può essere ripercorsa attraverso i suoi “strati”. Tra la Neapolis greca e la città di oggi non ci sono solo millenni, ma metri di sottosuolo ricco di informazioni preziosissime.
Il passato, infatti, fa capolino in alcuni punti della città per cui vecchie strade, anfiteatri e monumenti, in parte sommersi dalla moderna urbanistica, possono spuntare qua e là nelle cantine del centro storico napoletano.

Nel sottosuolo del rione Sanità, e più precisamente nei sotterranei del Palazzo Peschici-Maresca, è stato ritrovato parte dell’Acquedotto Augusteo, uno dei più grandi al mondo che dalla sorgente del Serino (nell’alta Irpinia) portava l’acqua a Napoli.

Ma ora, voglio parlarvi delle 5 cose da fare / vedere nel rione sanità.

1) Il Cimitero delle Fontanelle 

rione-sanità-copertina-6

E’ un antico cimitero (nato come cava di tufo per estrarre materiale edile per la costruzione di edifici) che accoglie circa 250mila resti di persone, vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.
E’ in questo luogo suggestivo, dove sacro e profano si mescolano, dove le preghiere da una parte incontrano il denaro e il folklore dall’altra, dove i vivi incontrano le anime dei defunti.
E’ proprio in questo luogo che avveniva il culto delle “anime pezzentelle”, che prevedeva l’adozione e la sistemazione (in cambio di protezione) di un cranio, al quale corrispondeva un’anima abbandonata (detta appunto “pezzentella”). Questa devozione popolare venne persa nel tempo non tanto per il divieto imposto dalla chiesa, negli anni ’60 (del ‘900), quanto per via del cambio generazionale.
Il cimitero, scavato nella roccia tufacea gialla è costituito da tre grandi gallerie a sezione trapezoidale alte circa 10-15 metri e larghe un centinaio, collegate da corridoi laterali.
La navata sinistra è detta navata dei preti perché in essa sono depositati i resti provenienti dalle terresante di chiese e congreghe; la navata centrale è detta navata degli appestati perché accoglie le ossa di quanti perirono a causa delle terribili epidemie che colpirono la città (la peste su tutte, in special modo quella del 1656); infine la navata destra è detta navata dei pezzentielli perché in essa furono poste le misere ossa della gente povera.

2) Il Palazzo dello Spagnolo 

rione sanità copertina 1

Il palazzo dello Spagnolo, è un edificio monumentale che sorge in Via Vergini nel rione Sanità. Eretto nel 1738 è caratterizzato da stucchi in stile rococò e da una bellissima scala a doppia rampa pensata come una sorta di luogo di incontro (scalinate simili si trovano presso Palazzo Trabucco, Palazzo Venezia, palazzo Sanfelice, Palazzo di Majo).
In puro stile barocco napoletano, le porte di accesso agli appartamenti sono decorate con stucchi e inquadrano medaglioni con ritratti e busto della famiglia che abitava quell’appartamento.

3) Le Catacombe di San Gennaro

Le catacombe di San Gennaro sono uno dei cimiteri più antichi di Napoli. Aperto al pubblico nel 2006 per valorizzare e riportare a nuova luce l’immenso patrimonio storico-artistico abbandonato. Cento sono gli scalini da percorrere per entrare in questo mondo sotterraneo dove la storia si incontra con la fede per dar luogo ad un posto magico. Le catacombe di San Gennaro sono disposte su due livelli e caratterizzate da ampi spazi, interamente in tufo. 3mila sono le sepolture contate nel sito archeologico.

4) Catacombe di San Gaudioso

Sotto la Basilica di Santa maria della Sanità, sorge quello che fu il secondo cimitero paleocristiano più importante della città, conosciuto oggi con il nome di Catacombe di San Gaudioso. L’Ambulacro centrale è lungo 30 metri per una larghezza di 2-3 metri e ospita 13 cubicoli.
Se non sapete quale scegliere tra catacombe di San Gennaro e catacombe di San Gaudioso, beh la risposta è molto semplice: visitatele entrambe! Il biglietto di ingresso da accesso ad entrambe.

5) Museo archeologico nazionale

Disposto su 4 livelli, contiene una vastissima raccolta di reperti archeologici dalla collezione egiziana, alla scultura Farnese, dai mosaici alla numismatica passando per affreschi, preistoria e l’immenso salone della Meridiana. L’ingresso di €12 (un po’ caro) ma ne vale la pena.

Totò, lo “scugnizzo” del Rione Sanità

Totò nacque in Via Santa maria Antesaecula (non lontano dalle Catacombe di San Gaudioso) in una condizione di grande disagio economico e familiare. Nato da una relazione clandestina, inizialmente non fu riconosciuto dal padre, il marchese Giuseppe De Curtis. La famiglia si riunì solo all’inizio degli anni Venti, per poi trasferirsi a Roma.
Il principe non ha mai dimenticato il suo amato Rione. Di tanto in tanto, andava di notte per le strade del suo quartiere, a lasciare banconote da diecimila lire sotto le porte delle famiglie più bisognose.
Il legame con il suo quartiere era così forte che, alla sua morte, dopo i due funerali di Roma e Napoli, ce ne fu un terzo nel Rione Sanità.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *