Caccia al territorio blog tour 3 tra le dolci colline toscane

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La mission


Dal 12 al 15 Novembre 2015  sono stato protagonista, insieme a Gloria (Vitasumarte), Adele (Decantando) e Claudio (Grappolo spargolo) di uno dei blog tour più appassionanti al quale abbia mai partecipato, con lo scopo di conoscere le realtà del territorio compreso tra le quattro vallate di Valdichiana, Valdarno, Casentino e Valdambra. E’ stato un viaggio alla scoperta di materie prime uniche, eccellenze nazionali, antichi sapori, convivialità e ospitalità allo stato puro sotto l’esperta guida di Fosca Tortorelli e Massimo Rossi (delegato sommelier A.I.S sul territorio di Arezzo, nonché maitre e oste del ristorante “Belvedere“).

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Caccia al territorio blog tour 3 – Giorno 1


Andiamo con ordine. Arrivati in Toscana siamo stati accolti ed ospitati presso il Castello di Gargonza, un vero e proprio villaggio di origine medioevale che si affaccia sulla Val di Chiana, circondato da un bosco di 500 ettari. Un luogo tranquillo, lontano dal caos cittadino dove poter staccare la spina e godersi tramonti mozzafiato.

Lasciati i bagagli nelle camere, Massimo e Lorenzo (il nostro fantastico autista) ci hanno condotti nei pressi di San Luciano dove, la “Società Agricola San Luciano” ci ha fatto assaggiare degli ottimi vini Sangiovese e Malvasia mostrandoci gli impianti di imbottigliamento e la cantina.

La giornata è proseguita con un vero e proprio show di Mixology ad opera di I.B.S. (Italian Barman Style) nella figura di Danny Del Monaco. Ma ora mi domando, sono l’unico che nel 2015 ancora non sapeva cosa fosse Mixology? Danny ci ha coinvolti in questo percorso magico a tratti alchemico, fatto di spezie, aromi e liquori 100% made in Italy. Cocktail fumanti con props e bicchieri vintage per un’esperienza davvero ipnotica!

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Trastullatici un po’ in questo ambiente unico nel suo genere, abbiamo proseguito il nostro giro a Monte san Savino, alla scoperta della porchetta cotta a legna (di erica e alloro per esaltarne i sapori). Una delle pochissime aziende che usa ancora oggi questo metodo di cottura (invece che i forni elettrici) è la “Sapori della Valdichiana”, un’azienda a conduzione familiare legata dalle tradizioni e dall’amore verso le materie prime. E’ qui che nascono dei buonissimi prosciutti, porchette e insaccati stagionati. I suini utilizzati provengono da piccoli allevati della Valdichiana, alimentati in modo naturale.

Per concludere la serata in bellezza, siamo stati ospiti di Aldo presso il suo omonimo ristorante “Le Delizie di Aldo”, dove crostino nero, ribollita, acqua cotta e pappa al pomodoro, hanno fatto da padroni.

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Caccia al territorio blog tour 3 – Giorno 2


L’aria frizzantina di novembre era ottima per scattare qualche foto di prima mattina così, insieme ai miei compagni, abbiamo gironzolato per i vicoli del castello scoprendo bellissimi giardini pensili, scorci suggestivi ed edifici finemente arredati. Una volta pronti ci siamo diretti da Menchetti, non un semplice bar, pasticceria, forno, ma un vero e proprio “family business” che da oltre 60 anni si impegna nel raggiungimento della massima qualità del prodotto da forno, grazie soprattutto ad un’attenzione particolare per l’innovazione pur conservando nel tempo integri gli stessi valori di una volta. Cappuccino e dolci tipici la nostra ottima colazione.

La giornata è proseguita con l’assaggio dell’olio d’oliva nuovo presso il frantoio “Neri Maria Domenica” grazie all’esperto AICOO (Associazione Italiana Conoscere l’Olio di Oliva) che ci ha spiegato quali sono le peculiarità che un buon olio d’oliva deve avere. A naso e gusto si dovrebbero sentire aromi come di erba appena tagliata, pomodoro, peperone a volte carciofo ecc…sfatando uno dei miti nell’immaginario collettivo, ovvero il colore. Non è detto che un olio extravergine d’oliva di colore verde intenso sia per forza un buon olio.

Uno dei pranzi sicuramente migliori mai fatti è stato quello al Tirabusciò che ci ha deliziati con un pasto leggero, genuino e stagionale con alcune rivisitazioni di grandi classici della tradizione toscana. Il suo flan di broccoli, crema di cavolfiore e insalatina di cavolo cappuccio è favoloso, per non parlare della mattonella di acquacotta ripassata in forno, decisamente ottima!

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La visita è proseguita al Borro Relais and Chateaux, un posto magico, interamente ricostruito e riportato al suo splendore grazie ai Savoia prima e alla famiglia Ferragamo poi. Le origini del borgo del Borro si perdono nei secoli del medioevo toscano, ogni vicolo, ogni pietra ci racconta di un tempo passato, di sapori e profumi che parlano della Toscana, quella più rara ed autentica.  La guida ci ha condotti nella cantina dove abbiamo degustato degli ottimi vini prodotti nella tenuta.

Alla macelleria Sani di Luciano e Mauro abbiamo fatto la scoperta della Tarese del Valdarno, una specie di pancetta tesa molto speziata di difficile reperibilità che si produce solo con maiali di un determinato peso e dimensione, per questo ed altri motivi è stata introdotta tra i presidi di Slow food.

All’imbrunire della giornata ci siamo diretti verso la Tenuta Lupinari, dove Antonella ci ha accolti a braccia aperte. Uno dei momenti più conviviali e coinvolgenti è stato il gioco sensoriale dove, divisi in due squadre, dovevamo riconoscere con il solo olfatto il contenuto di alcuni bicchieri abilmente coperti. Avete presente quando l’accoglienza si trasforma in una vera e propria familiarità?!? ecco è proprio così che ci siamo sentiti, come fossimo a casa. L’ambiente, la natura, il calore del focolare, i comodi divani e il buon cibo, tutti elementi di una preziosa catena intersecata dai rapporti umani di persone quasi completamente sconosciute. Il menù della cena prevedeva un ricco piatto di tortellini in brodo e un succulento stufato alla Sangiovannese (tipico della tradizione del Valdarno a base di muscolo di chianina cotto per ore con spezie e vino). Quasi non volevamo più andar via da quel posto…

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Caccia al territorio blog tour 3 – Giorno 3


La terza giornata di tour non poteva iniziare meglio… Danielo della cioccolateria Vestri ci ha fatto assaggiare una miriade di cioccolatini, praline e fave di cacao, ci ha mostrato gli impianti produttivi spiegandoci come dalle sue piantagioni di cacao (finca di ben otto ettari) a Santo Domingo e successiva lavorazione si ottenga il cioccolato purissimo VestriNel corso degli anni Vestri riceve vari riconoscimenti tra cui il Guinness World records per il cremino più grande al mondo e vari titoli all’International Chocolate Awards. 

Ma la mattinata non poteva che continuare meglio, con la caccia al tartufo grazie a Tartufi Bianconi che ci ha permesso la visita presso la propria tartufaia situata a Citerna. Tra querce, noccioli e carpini ci siamo districati tra rami e fogliame autunnale che ricopriva l’intero sottobosco. Grazie all’inconfondibile fiuto del cane da tartufi siamo riusciti a scovarne ben 5. Siamo ripartiti poi per la successiva tappa, il ristorante Fiorentino.

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Ero già stato a Sansepolcro non molto tempo fa per l’Aboca tour ma è sempre un piacere tornarci, specialmente se ad ospitarti questa volta è stata Alessia Uccellini al “Ristorante Fiorentino”. Un’accoglienza unica, una padrona di casa impeccabile con una vasta selezione di etichette e un menù tipico della tradizione toscana. I ravioli con farina di castagne erano davvero mondiali ma la cosa che mi ha fatto illuminare gli occhi è stato senza dubbio il famoso “carrello dei dolci”. Una miriade di dessert pronti per essere sporzionati e serviti come se non ci fosse un domani. Ottimi il castagnaccio e la pannacotta. Il fiorentino è uno di quei ristoranti davvero rari, sembra quasi avere una propria anima che vive grazie alle parole e ai racconti di Alessia. Un’eleganza composta, solida, quasi profumata con odori d’altri tempi; una cornice preziosa in cui vanno ad inserirsi piatti e pietanze armoniose, strutturate, anch’esse eleganti pur nella genuinità della presentazione equilibrata.

Non potevamo poi non passare alla gelateria Ghignoni del signor Palmiro Bruschi… abbiamo assaggiato dei gusti davvero ottimi tra cui castagnaccio e sorbetto al cachi. Palmiro ci ha mostrato come partendo da una base di formaggio prepara il gelato tramite mantecatura su cilindro freddo rotante con l’aggiunta della meringa all’italiana.

E’ seguita poi una rapida e fugace degustazione di alcuni Syrah ad Arezzo presso La casa del vino.

E per finire, la pen’ultima cena, tutta a base di pasta presso il ristorante Maninpasta, gestito da Monica. Il laboratorio a vista si affaccia sulla sala dove i commensali gustano degli ottimi primi piatti, creativi e mai scontati. Le farine impiegate per la pasta sono tra le migliori e con i grani autoctoni del territorio toscano (come ad esempio la farina Verna).

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Caccia al territorio blog tour 3 – Giorno 4


Ed eccoci giunti alle ultime tappe… L‘Osteria da Giovanna ci ha accolto calorosamente con la colazione tipica contadina. Ottima la trippa, i grifi, i fegatini ma anche gli affettati e i formaggi. Una colazione molto ricca che ci ha portati in forze fino all’evento che ci avrebbe visti protagonisti.

Penultima tappa presso i ragazzi speciali e la loro Conserveria. Succhi di frutta naturali senza aggiunta di conservanti o additivi chimici, zuppe e confetture i prodotti di punta della cooperativa.

E ora coltelli in mano, perché si inizia la preparazione del piatto per la sfida finale presso la scuola di cucina del Falconiere con lo chef stellato Silvia Regi Baracchi. Io e Adele, nella stessa squadra abbiamo preparato un tortino di cavolo nero, servito su una fonduta di pecorino toscano e condito con salsa al melograno e tarese caramellata. I nostri avversari (Gloria e Claudio) hanno invece presentato una zuppa di fagioli e cavolo nero con cantucci salati.
La sfida ha preso piede all’Agri Tour presso Arezzo fiera e abbiamo cercato entrambi di conquistare i palati della giuria di esperti del settore. Purtroppo il nostro piatto non è riuscito a convincere pienamente i giudici così Gloria e Claudio si sono aggiudicati la vittoria con tanto di cappello 🙂

Abbiamo festeggiato i vincitori con una cena davvero in grande stile presso il ristorante Belvedere, gestito da Massimo Rossi; le pappardelle al cinghiale erano davvero super!

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Caccia al territorio blog tour è stata un’esperienza unica che mi ha messo di fronte diverse realtà territoriali e delle persone speciali che hanno arricchito di molto il mio bagaglio culturale.


 

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